Amazon agli Usa, se non ci fate testare le consegne coi droni andiamo all’estero

Amazon perde la pazienza e sollecita gli Usa a regolamentare l’uso di velivoli senza pilota in modo da poter testare le consegne di merci con i droni. Pena, la delocalizzazione. Il colosso dell’e-commerce, stando Wsj, ha scritto all’Amministrazione federale dell’aviazione spiegando che senza la possibilita’ di fare test all’aperto dovra’ spostare le attivita’ di ricerca altrove. Nel frattempo l’azienda, sempre secondo il Wsj, starebbe pensando di lanciare un servizio di consegna in bici a New York City.

”Senza la possibilita’ di eseguire presto dei test all’aperto negli Stati Uniti, non avremo altra scelta che spostare ancora di piu’ all’estero le nostre attivita’ di ricerca e sviluppo sui droni”, si legge nella lettera.

Amazon sta attualmente testando le consegne con i droni in India e nel Regno Unito, nelle campagne di Cambridge. Negli Usa, invece, al momento i voli commerciali di droni sono vietati in attesa di norme ad hoc. Sempre nel tentativo di velocizzare le consegne (con i droni potrebbe bastare mezz’ora), la societa’ di Jeff Bezos starebbe pensando alle biciclette. Il servizio, che potrebbe chiamarsi Amazon Prime Now, vedrebbe sfrecciare dei corrieri in bici per le strade di Manhattan, per riuscire a consegnare i prodotti entro al massimo un paio d’ore dall’acquisto e competere meglio con i negozi tradizionali.

GERMANIA, AMAZON NON DIALOGA COI SINDACATI Nonostante i nuovi scioperi in prossimita’ delle feste natalizie, Ralf Kleber, a capo di Amazon Deutschland, rifiuta il dialogo con i sindacati e resta fermo sulla posizione dell’azienda: non concedere il contratto di categoria per la vendita al dettaglio ai dipendenti dei centri di smistamento, inquadrati con il meno remunerativo e piu’ sfavorevole contratto del settore logistico.

Non e’ pensabile che ci siano trattative in proposito, ha detto Kleber intervistato dal tabloid Bild: i circa 10mila dipendenti ”non migliorerebbero la propria posizione”, e attualmente ”le retribuzioni sono nella fascia alta per impieghi simili”. Nonostante le agitazioni, ha poi rassicurato, ”consegneremo puntuali” gli ordini pre-natalizi. Ieri circa 700 dipendenti dei centri di smistamento di Bad Herzfeld e Lipsia avevano scioperato per diverse ore. Secondo Amazon la maggior parte dei lavoratori ha pero’ continuato a lavorare. Nuove agitazioni sono comunque in vista nelle prossime settimane. Le proteste vanno ormai avanti da maggio del 2013.