Alta tensione in Argentina, Cristina e Macri fanno a cazzotti: ecco perché

Mancano tre giorni all’insediamento del presidente eletto dell’Argentina, Mauricio Macri, e non si e’ ancora risolta la disputa sullo svolgimento della cerimonia ufficiale, giacche’ la presidente uscente Cristina Fernandez de Kirchner si rifiuta di accettare il programma della celebrazione stabilito dalle nuove autorita’, definendolo incostituzionale.

Alta tensione dunque in Argentina. L’impasse e’ diventata cosi’ grave che Juan Carlos Pallarols, l’artigiano che ha confezionato tutti i "bastoni presidenziali" dalla fine della dittatura militare (1983), ha avvertito oggi che se non si arriva ad un accordo sulla consegna dei simboli del capo di Stato "allora li lascero’ alla Vergine di Lujàn", patrona dell’Argentina. Pallarols ha spiegato che secondo lui la consegna del bastone e della fascia presidenziale deve avvenire nella Casa Rosada, sede dell’esecutivo, perche’ "la tradizione ci dice che si e’ sempre fatto quello che ha chiesto il presidente eletto".

Ma Kirchner non e’ d’accordo: dopo aver denunciato ieri che Macri le ha "urlato al telefono" per imporgli il suo programma per la cerimonia di giovedi’ prossimo, che considera inaccettabile ed illegale, oggi e’ tornata all’attacco. Il sito della presidenza, infatti, ha diffuso un comunicato del notaio ufficiale della Casa Rosada, Natalio Etchegaray, per precisare che il mandato di Kirchner non termina alla mezzanotte di mercoledi’, bensi’ alla mezzanotte di giovedi’, dopo che Macri avra’ giurato sulla Costituzione, nella sede del Parlamento. Da parte sua la vicepresidente eletta, Gabriela Michetti, dopo aver chiarito che secondo lei Kirchner ha mentito riguardo alla sua telefonata con Macri, ha messo le mani avanti, indicando che "se la presidente uscente non vuole partecipare alla cerimonia, allora saranno i membri della Corte Suprema che consegneranno i simboli della presidenza" al nuovo capo di Stato.

Insomma, Mauricio Macri e Cristina Fernandez de Kirchner da giorni sono coinvolti in un’insolita disputa sul luogo in cui dovranno passare di mano il ‘bastone del comando’ e la fascia presidenziale. Fernandez vorrebbe farlo presso la sede del Parlamento, una volta che Macri abbia prestato giuramento, argomentando che questa e’ la procedura prevista dalla Costituzione; Macri, da parte sua, pretende che la cerimonia abbia luogo alla Casa Rosada (sede centrale del potere esecutivo), dopo aver giurato di fronte al Congresso, come e’ avvenuto in altre occasioni. Come finirà? Polemiche e litigi che segnano la fine di un’epoca e annunciano l’inizio di una nuova era per l’Argentina e il continente sudamericano.