Napoli-New York, il murale sull’emigrazione italiana arriva a Roma: un ponte tra due sponde dell’Atlantico
La storia dell’emigrazione italiana verso gli Stati Uniti, fatta di speranze, sacrifici e nuove opportunità, continua a parlare alle nuove generazioni attraverso l’arte.
Giovedì 4 giugno è stato presentato a Roma il progetto “In Sanguine Foedus. Nuovo Mondo”, il grande murale dedicato agli italiani che tra la fine dell’Ottocento e il Novecento lasciarono la propria terra per inseguire il sogno americano.
L’opera è stata illustrata nel corso dell’evento “Two Flags, One Heart: Italia e Stati Uniti 2026”, promosso dall’We the Italians, realtà che da dieci anni rappresenta un importante punto di riferimento per i rapporti tra l’Italia e gli oltre venti milioni di italoamericani presenti negli Stati Uniti.
L’iniziativa si inserisce nelle celebrazioni per i 250 anni degli Stati Uniti e gli 80 anni della Repubblica Italiana, offrendo un momento di riflessione sul rapporto storico, culturale e umano che unisce i due Paesi.
Un murale che racconta storie vere
“Volevamo realizzare un’opera che unisse Napoli e New York, l’Italia e gli Stati Uniti. Siamo riusciti a creare un murale che raffigura persone realmente esistite, ognuna con una propria storia da raccontare”, ha spiegato Germana Valentini durante la presentazione romana.
Il murale, realizzato dall’artista napoletano Vittorio Valiante, si trova all’interno del porto di Napoli, di fronte al Molo San Vincenzo, uno dei luoghi simbolo dell’emigrazione italiana. Da quel punto partirono migliaia di uomini e donne diretti verso l’America, portando con sé sogni, paure e la speranza di costruire un futuro migliore.
Il filo rosso della memoria
Il progetto nasce da un’idea di Francesco Andoli e Germana Valentini, in collaborazione con l’INWARD Osservatorio Nazionale sulla Creatività Urbana e con il sostegno dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale.
Uno degli elementi più suggestivi dell’opera è una linea rossa che attraversa tutte le figure rappresentate sul muro. Un simbolo che richiama un’antica tradizione degli emigranti italiani.
“Esisteva un’usanza tra chi partiva e chi restava: condividere un filo di lana come segno di un legame destinato a non spezzarsi nonostante la distanza”, ha raccontato Andoli. “Abbiamo trasformato quel filo in una linea rossa che attraversa tutti i corpi raffigurati nel murale”.
Un tributo agli italiani nel mondo
L’opera rappresenta molto più di un intervento artistico urbano. È un omaggio alla grande epopea migratoria italiana che, tra Otto e Novecento, portò milioni di connazionali a costruire nuove comunità negli Stati Uniti, contribuendo in modo determinante alla crescita economica, sociale e culturale del Paese nordamericano.
Non a caso, tra i patrocinatori del progetto figurano anche il Consolato Generale degli Stati Uniti d’America a Napoli e il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana.
“In Sanguine Foedus. Nuovo Mondo” diventa così un ponte ideale tra Napoli e New York, tra passato e presente, tra l’Italia e i milioni di discendenti di emigrati che ancora oggi mantengono vivo il legame con la terra delle proprie origini. Un’opera che racconta una storia collettiva fatta di coraggio, identità e appartenenza, ricordando come l’emigrazione italiana sia una delle pagine più significative della nostra storia nazionale.





























