Alitalia, solo la Uil dice no al contratto. Sciolto nodo Poste

Sul contratto nazionale e sull’accordo sui risparmi per Alitalia resta solo il ‘no’ della Uilt. Ugl e Usb hanno firmato facendo tirare a tutti un sospiro di sollievo, dopo le denunce della Uilt che aveva paventato il rischio che, con solo Filt e Fit, non si superasse la soglia del 50% piu’ uno della rappresentanza. Ora cosi’ – ha annunciato il ministro dei Trasporti Lupi – siamo al 65%. E a completare un altro tassello del puzzle Alitalia-Etihad e’ anche Poste, che ha deciso di aderire al nuovo impegno finanziario che verra’ chiesto ai soci.

"Passo dopo passo stiamo andando avanti per realizzare l’operazione con Etihad", ha commentato Lupi, spiegando che dopo Poste e le banche anche la questione sindacale si sta risolvendo: "L’Ugl e’ venuta a firmare previo alcune giuste garanzie. Con Ugl e Usb stiamo al 65%, mi auguro che anche la Uil capisca che e’ importante la rappresentanza, ma e’ importante anche che ci sia una compagnia di bandiera dove i lavoratori possano essere rappresentati".

Il sindacato di Luigi Angeletti intanto rimane sulla propria posizione. In mattinata la sigla di categoria ha inviato una lettera all’ad di Alitalia Gabriele Del Torchio invitandolo a non attuare gli accordi firmati solo da Filt e Fit perche’ "illegittimi" e minacciando azioni legali. Un successivo comunicato del segretario generale della Uilt Claudio Tarlazzi denunciava la nullita’ degli accordi per la mancanza del 50% piu’ uno della rappresentanza. Un allarme che stava preoccupando anche il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, intervenuto per augurarsi che "non ci siano difficolta’ perche’ siamo convinti del valore e dell’utilita’ dell’accordo tra Alitalia ed Etihad".

A cambiare la situazione e’ stata la decisione nel pomeriggio dell’Usb e dell’Ugl di firmare. "Noi abbiamo fatto delle richieste per salvaguardare certe situazioni che oggi ci sono", cioe’ l’inserimento dei lavoratori in mobilita’ nel bacino e le garanzie per i piloti che andranno a lavorare ad Abu Dhabi, ha spiegato il numero uno del sindacato Giovanni Centrella prima di andare ad apporre la firma e dopo essere stato convocato dall’azienda a Fiumicino.

"Del Torchio ci ha chiesto la firma – ha spiegato -, vuole almeno una parte importante delle sigle sindacali e noi auspichiamo ci sia anche la Uil".

Oggi si e’ sciolto intanto anche il nodo delle Poste, che hanno deciso di aderire al nuovo impegno finanziario (l’equity committment) che verra’ chiesto ai soci per garantire eventuali perdite superiori al budget 2014 e contenziosi nella old company. L’equity committment, secondo fonti vicine all’operazione, vale 200 milioni di euro e Poste Italiane aderira’ per la propria quota del 19,48%. Intanto in serata si sono recate al ministero dei trasporti le associazioni professionali Anpac, Anpav e Avia, preoccupati soprattutto per le diseguaglianze tra personale di terra e naviganti previsti dal contributo di solidarieta’ contenuto nell’accordo sui risparmi. Al personale navigante, cui viene tolta la tredicesima, si trova a sborsare complessivamente 25 milioni a fronte di un ritorno per 14 milioni; mentre il personale di terra ne versa 4,5 milioni a fronte di un ritorno per 8 milioni.