Alitalia, Angeletti (Uil): questa protesta è una follia da condannare

"Le proteste a Fiumicino, le assenze di massa per malattia? Spero di non essere smentito, ma dalle nostre informazioni non accadrà nulla di clamoroso. In ogni caso usare i certificati medici come forma di protesta è una follia da condannare". Così Luigi Angeletti, segretario generale della Uil, commenta in una intervista a La Stampa le agitazioni del personale di terra Alitalia in risposta all’accordo con Etihad: "Abbiamo fatto il miglior accordo possibile nella situazione data, cercando di trovare una soluzione per tutti. A parte chi resterà in Alitalia, una parte dei lavoratori ha soluzioni già individuate in altre aziende. E altri beneficeranno di un ammortizzatore sociale specifico per il settore aereo che non costerà ai cittadini, e garantirà almeno fino al 2018 un’indennità pari al1’80% della retribuzione".

"E’ un’ottima scelta. Meglio di così non si poteva fare. Nessun’altra compagnia al mondo è tanto complementare con Alitalia come Etihad. Che peraltro per la prima volta mette risorse finanziarie per fare investimenti veri in Alitalia. E’ realistico pensare che il futuro di Alitalia sarà un futuro splendido". Sottolinea che "Alitalia aveva un oggettivo squilibrio di personale tra volo e terra, aveva pochi vettori e lavoro per saturare l’occupazione che c’era. Bisogna far volare più aerei, e questo è quello che realizza l’intesa con Etihad. Ci vorrà tempo, almeno un paio di anni prima che aumenti il numero di aerei e di passeggeri e si possano riassorbire tutti gli esuberi".

Degli imprenditori italiani della Cai dice: "I ‘capitani coraggiosi’ avevano tre difetti. Primo, non avevano soldi. Secondo, sono stati sfortunati a beccare una fase congiunturale di grave crisi, che ha messo in crisi tante compagnie aeree. Se hai i soldi resisti, senza fai poco. Terzo, non hanno mai avuto un amministratore delegato con esperienza nel settore del trasporto aereo. Un settore dove fare soldi è molto, ma molto complicato. Certo non li possiamo rimpiangere".