Agosto, Parlamento non ti conosco: gli eletti in ferie fino a settembre

Dura la vita del parlamentare. Molto dura. Quanti viaggi, quanti seminari, quante scocciature. E’ giusto che anche loro possano godere di un meritato riposo. Sono milioni gli italiani che non vanno in ferie perché non possono permetterselo? Vero. Ma deputati e senatori non hanno problemi di tipo economico, no? Incassano in media 15mila euro al mese e in qualche modo dovranno pur spenderli tutti questi quattrini. 

Finalmente siamo ad agosto. Le fabbriche chiudono, gli operai vanno in ferie forzate, bollino nero su strade e autostrade. Tutto si ferma, tutto si blocca, almeno nelle grandi aziende. Big e peones di Camera e Senato si riposano dalle fatiche parlamentari. Se di fatiche si può parlare.

Per i deputati, ad esempio, la Camera riaprirà solo a settembre inoltrato. E se ci sarà da mantenere vivi giornali di parte e approfondimenti televisivi con qualche intervista o dichiarazione, basterà buttarsi sull’argomento principe, quello delle riforme. Ma alla gente comune, diciamocelo, tutto questo parlare di legge elettorale, di Senato, di modifiche costituzionali non interessa granché. Se non per l’eventuale riduzione del numero dei senatori, piccolo contentino al popolo stufo della casta. 

L’unico argomento che prevediamo in crescita nelle case e perfino sulle spiagge è il destino delle migliaia di immigrati clandestini, ops!, “migranti” disperati che cercano spazi di vita non più solo in Italia ma in tutta Europa. Ma sarà lavoro di prefetti e sindaci o al massimo di due tre ministri. Stiano sereni, gli onorevoli privilegiati, se le godano, le vacanze dorate sulle barche di lusso e nei resort esclusivi. Pagano gli italiani.

Intanto il Paese fa fatica a decollare davvero, i partiti sono morti, la politica è sempre più lontana dalla realtà di tutti i giorni. E le nostre tasche sono vuote. Ma ogni cosa ha il suo tempo e agosto è il tempo dell’ozio. E allora ozio sia. Buone vacanze onorevoli.