Aggredita a Rimini sulla spiaggia da un marocchino. Un’altra violentata

Poche ore, una manciata di chilometri di distanza. Uno stupro consumato e uno sfiorato. E’ la notte tra Ferragosto e domenica, a Rimini. Migliaia di giovani arrivano per divertirsi e tirare l’alba in spiaggia. Come le due ragazze aggredite. Una ha 20 anni, e’ di Milano ed era arrivata con gli amici per passare qualche giorno di vacanza in Romagna. L’altra ha 24 anni, riminese. Mentre per lei alla fine l’aggressore non e’ riuscito ad avere la meglio ed e’ stato arrestato dalla polizia, per la 20enne milanese non e’ andata cosi’: quella notte la segnera’ per sempre.

Dopo aver trascorso una serata di festa la giovane e’ scesa in spiaggia per cercare i suoi amici, intorno alle 5 del mattino, perche’ voleva rientrare in hotel e non aveva i soldi per il taxi. E proprio sulla battigia che ha incontrato il suo aggressore. La polizia, in base all’identikit tracciato dalla milanese, sta cercando un ragazzo di colore, alto e snello, con le treccine. Hanno scambiato qualche parola, sembrava gentile – ha riferito la ragazza – ma ben presto si e’ fatto piu’ insistente, e infine l’ha sopraffatta.

L’uomo ha trascinato la giovane tra le cabine (tra gli stabilimenti balneari 110-111, nella zona di Rimini sud) e l’ha violentata. A farlo scappare sono stati dei passanti attirati dalle grida della giovane. Portata in ospedale, gli esami hanno confermato la violenza.

E’ andata meglio ad una 24enne riminese, riuscita a salvarsi in analoghe circostanze. Era l’1.30 e anche lei si trovava sulla battigia, all’altezza del bagno 63, dove si stava svolgendo una festa, quando e’ stata aggredita da dietro da un uomo che l’ha sbattuta a terra e ha provato a immobilizzarla tenendola per i polsi. La ragazza e’ riuscita a divincolarsi e scappare per chiedere aiuto. Sul posto e’ arrivata una volante della polizia che dopo una breve ricerca ha rintracciato e arrestato il responsabile, un marocchino 30enne riconosciuto dalla vittima. La convalida dell’arresto e’ fissata per domani mattina. Nella fuga la riminese aveva abbandonato la sua borsa; quando e’ tornata a cercarla non c’era piu’; qualcuno l’aveva rubata.