Vittorio Feltri intervistato dal Fatto Quotidiano commenta la situazione che vive il centrodestra italiano. Berlusconi? "Pensa sempre come Alberto Sordi nel Marchese del Grillo, lo ricorda? ‘Io sono io e voi non siete un c…’", "non ha costruito la sua successione. Si è sempre sentito e si sente ancora oggi una quercia; ma lo sanno tutti: sotto le querce non cresce mai nulla".
Il centrodestra secondo il fondatore di Libero vive “uno stato confusionale, ma non da oggi, da almeno un paio di anni, da quando Berlusconi si è adattato al governo presieduto da Enrico Letta". E con l’arrivo di Matteo Renzi "è giunto il tonfo".
Momenti chiave del crollo "i tanti, troppi addii: in poco tempo si è passati da un centrodestra forte e unito, a liti perenni e divisioni, con Berlusconi imperterrito nel mantenere un atteggiamento cesaristico, quando perdere sia Fini che Casini è stato eccessivo". Per proseguire con Alfano, Fitto "e soprattutto Denis Verdini", "un addio micidiale, sapeva organizzare, tenere i contatti, gestire il partito".
Feltri sostiene quindi che "oggi è chiaro che non c’è più niente, ed è anche chiaro che ricostruire una coalizione comporta delle difficoltà insormontabili", "con la Meloni che guida un partitino, mentre Salvini cerca un modo di condurre il gruppo, perché crede sia ricomponibile, ma in questo sbaglia, non c’è più un assetto".
Inoltre su Berlusconi aggiunge: "Oltre alla ‘debolezza’ da Marchese del Grillo, lui sogna di abbandonare la politica in un momento nel quale non è più in disgrazia", "lo conosco bene. Comunque una questione importante sono i soldi", "fondamentali per una campagna elettorale: ai tempi di Gabriele Albertini candidato sindaco di Milano, nessuno lo conosceva, tutti pensavano al mediano del Milan (Demetrio). Affissioni e appuntamenti sono stati fondamentali e bisognerebbe muoversi ancora su quella strada".
E il centrosinistra? "Oggi il centrosinistra ha il problema dei 5Stelle, Renzi vuole loro al ballottaggio per puntare ai voti della destra, così ora attacca i sindacati" e a Roma "secondo me Renzi vuole far vincere i 5Stelle, in questo modo se governano positivamente bene per loro, ma se sbagliano li elimina dal suo orizzonte".
Bertolaso? "Assurdo candidare e mettere la faccia e le energie verso uno che è sotto processo". Le primarie? "Sono una cag… pazzesca, non sono disciplinate per legge, sembra piuttosto di stare dentro una bocciofila dove ognuno si fissa le regola che preferisce. Negli Stati Uniti sono regolate, mica improvvisate".
Voterebbe Trump o Clinton? "Non sono statunitense, quindi non posso dare un giudizio, ma lì, oggi, il voto mi sembra più indirizzato verso l’aspetto emotivo che razionale, e per questo credo vincerà Trump. I sondaggi lo danno in svantaggio. Perché su di lui la gente, l’elettorato non dice la verità, accadeva lo stesso processo nell’Italia negli anni Settanta, quando non conoscevo una persona che ammettesse: sì, io voto Democrazia cristiana. Eppure vincevano sempre loro".





























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