‘Forza Italia oggi è in mano a Francesca Pascale’

Questa mattina Vincenzo D’Anna, senatore e portavoce di ALA, Alleanza liberalpopolare per le autonomie, gruppo al Senato formato da Denis Verdini,  è intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus. D’Anna è convinto di questo nuovo progetto politico: "Questo nuovo progetto poggia su un elemento molto semplice: i due vecchi schieramenti di centrodestra e centrosinistra sono in decomposizione. La coalizione di centrodestra non ha più ragione d’esistere e si sposta verso una deriva diversa, quella di Salvini, che non è certo di tipo liberale, mentre a sinistra succede più o meno la stessa cosa, con Renzi che spinge verso riforme di tipo liberale e viene contestato dalla sua sinistra interna, ex retro post comunista, che si mette di traverso davanti ad ogni spinta riformatrice. Noi come componenti di Forza Italia non potevamo stare lì ad aspettare questo cupio dissolvi di quello che fu l’esercito berlusconiano, abbiamo assunto una posizione di autonomia, restiamo in opposizione, non entriamo in maggioranza né nel Partito Democratico. Restiamo all’opposizione e abbiamo dato una disponibilità a votare le riforme che condividiamo e che contengano principi di liberalismo".

D’Anna svela diversi retroscena: "C’è una vecchia conoscenza tra Denis Verdini e Matteo Renzi, che si frequentavano da giovanotti, visto che il papà di Renzi è amico di Verdini,  ma niente più di questo, non decidiamo col premier quello che dobbiamo fare. Berlusconi ha detto meglio soli che male accompagnati? Non rinneghiamo il nostro passato. L’unica considerazione che potrei fare è che proprio lui è un maestro di cattive compagnie. Ho bisticciato con lui in maniera anche piuttosto chiassosa un anno e mezzo fa, dicendo che il partito non poteva essere affidato alle sue badanti o a una serie di cortigiane o di maggiordome che lui si sceglieva per poter giostrare come più gli pareva e piaceva. Prima poteva farlo perché era attivamente in campo e portava i voti, nel momento in cui lui non si trova nella condizione di poter ancora competere, non credo che il partito possa andare in mano a due sprovvedute, dal punto di vista politico, come la Pascale o la senatrice Rossi. Ora Forza Italia è in mano alla Pascale, non è un pettegolezzo, è la verità. Berlusconi resta l’uomo geniale che è sempre stato, il suo progetto è quello di rinnovare la classe dirigente e ha bisogno di alcuni soggetti a lui fedelissimi per poter fare il lavoro sporco. Vuole presentare una serie di giovanotti e di ragazzette di bella presenza da mandare in televisione. Una specie di movimento a sei stelle. Vuole fare come il leader etiope che governava a 90 anni, circondato da una corte di giovani e giovanette".

Poi un consiglio ai suoi ex alleati a proposito di Verdini: "La polemica non esiste tra Berlusconi, la sua squadra e Verdini. Per prima cosa si sono lasciati da buoni amici, ma poi chiedo: c’è qualcuno che può prendere di petto o insolentire Verdini che è il depositario dei segreti delle carriere politiche di tutti? Se parla Verdini potremmo scoprire che qualcuno ha fatto il ministro perché era una bella ragazza o era funzionale al raggiungimento di determinati scopi da parte di Berlusconi. Verdini ha ingoiato molti rospi, conosce vita morte e miracoli di tutta l’attuale classe dirigente del centro destra e non c’è nessuno che si possa permettere il lusso o di insolentirlo o di attaccarlo. La mia sembra una minaccia? No, ma Verdini sa tutto. Nessuno è in grado di poter litigare con lui. Punto".