‘Bondi come Dracula, ha succhiato sangue anche a Silvio’

Dopo l’intervista di Sandro Bondi a Repubblica, durante la quale l’ex coordinatore Fi ha sputato veleno contro Silvio Berlusconi, interviene Daniela Santanchè, pasionaria di Forza Italia, che dal Fatto Quotidiano commenta: “Se, come dice Bondi, Berlusconi fosse stato più interessato alle sue aziende che alla politica, allora non avrebbe mai rotto il patto del Nazareno. Gli imprenditori sono sempre filogovernativi, quindi avrebbe curato meglio i suoi interessi continuando l’accordo con Renzi. E invece non l’ha fatto".

Bondi parlando con Repubblica paragona il Cavaliere al conte Ugolino. "Se dobbiamo stare nella metafora, paragonerei Bondi – ha aggiunto – a un altro conte, Dracula, perché ha sempre succhiato il sangue dei partiti dove ha militato. Il suo addio non mi ha sorpreso, perché Bondi non è un caso politico, ma un caso umano".

BONDI ATTACCA SILVIO E IL WEB INSORGE, "TRADITORE!"

L’ex coordinatore racconta che Berlusconi nel 2011 ha deciso di appoggiare il governo Monti per salvaguardare le sue aziende a scapito del partito: "Io c’ero – replica Santanchè – e le posso dire che fu un ufficio di Presidenza drammatico in cui supplicai Berlusconi di non dimettersi e di non sottostare ai ricatti di Napolitano. Lui prese quella decisione unicamente pensando al bene del Paese. Chi invece è sempre stato attento alle aziende di Berlusconi è proprio Bondi, che fino a poco tempo prima corteggiava Silvio affinché gli cedesse Il Giornale".

"Io dico solo – sostiene l’esponente azzurra – che se qualcuno vede un conflitto di interessi allora lo deve denunciare. Non mi risulta che Bondi l’abbia mai fatto. E poi è passato dalla padella alla brace: il conflitto di interessi del governo Renzi in confronto a quello presunto di Berlusconi è grande come una casa".

QUAGLIARIELLO Quelle di Sandro Bondi "sono le parole di una persona che ha un travaglio politico e personale" ma "nella sostanza non le condivido". Lo ha dichiarato Gaetano Quagliariello, fondatore del movimento ‘Idea’, in un’intervista al ‘Tempo’.

Nel 1994 "l’epifania di Berlusconi – ha affermato – ha dato una chance al liberalismo. Ha fatto emergere una forza carsica che non aveva mai avuto la possibilità di manifestarsi per la presenza del bipolarismo imperfetto: di due partiti, la Dc e il Pci, che erano due mondi. Berlusconi ha costruito una destra liberale di governo e questo rimane un suo merito storico, nessuno glielo potrà levare. Certo, attorno a lui non si è costruita una classe dirigente liberale e questa resta necessaria al Paese. Per farlo, però, non serve distruggere ciò che Berlusconi ha rappresentato per la storia d’Italia".

Rispetto infine all’accusa rivolta da Bondi a Berlusconi di aver messo al primo posto le proprie aziende, Quagliariello afferma: "Anche questo va contestualizzato storicamente. C’è stato un momento in cui lo scontro in questo Paese è stato tra berlusconismo e antiberlusconismo e non ci si può dimenticare l’attacco portato alle sue imprese: quella era considerata, marxianamente, la ‘struttura’ che teneva in piedi il potere. Pensare che tutto quello che c’è stato, ovvero l’emersione del centrodestra di governo, possa essere giustificato soltanto dalle aziende, mi sembra – ha concluso Quagliariello – un esercizio di marxismo in ritardo".