Referendum, lotta all’ultimo voto anche tra gli italiani all’estero

All’estero risiedono oltre quattro milioni di italiani in grado di votare e tra essi, quasi novecentomila, risiedono in Argentina. Forse per questo la politica italiana ora guarda oltre confine

Si gioca anche tra le comunità italiane all’estero la partita per conquistare il voto dei cittadini, in vista del referendum sulla riforma costituzionale, che dovrà confermare o respingere quanto approvato dal Parlamento italiano in via definitiva lo scorso mese di aprile. A fare il punto della situazione è Tribuna Italiana, periodico edito e diffuso in Argentina. In Italia si voterà il 4 dicembre, mentre all’estero, in adempimento della normativa sull’esercizio del voto per corrispondenza, il termine ultimo per la ricezione delle buste col voto nelle sedi consolari, sarà giovedì 1 dicembre alle ore 16.

In Argentina, il “Correo Argentino”, sta già distribuendo i plichi elettorali. Ma prima delle buste elettorali o in contemporanea con esse, sono arrivati a Buenos Aires esponenti della maggioranza e dell’opposizione, sostenitori del SI e chi appoggia il NO. Certamente la visita più rilevante è stata quella del sottosegretario agli Esteri Vincenzo Amendola, che ha la delega per gli italiani all’estero e che è stato a Buenos Aires tra martedì e venerdì della settimana scorsa. Partito Amendola, sabato è arrivato Luca Zaia, governatore della Regione Veneto, il quale ha precisato che il suo non era un viaggio istituzionale, ma come esponente della Lega, per spiegare le ragioni dell’opposizione alla riforma. Nei giorni precedenti, erano stati a Buenos Aires altri due sostenitori del No, gli onorevoli Giovanna Martelli e Guglielmo Vaccaro, entrambi ex Pd, passati la prima a Sinistra Italiana e il secondo al Gruppo Misto, oggi senza alcuna appartenenza politica.

All’estero risiedono oltre quattro milioni di italiani in grado di votare e tra essi, quasi novecentomila, risiedono in Argentina. Un terzo di loro sono iscritti nelle sedi consolari italiane di Buenos Aires, di Morón e di Lomas de Zamora, quelle attorno alla capitale argentina. Un bottino di voti che potrebbe rivelarsi decisivo, visto che i sondaggi parlano di una grande parità, almeno tra gli elettori italiani.

Forse per questo, come avviene ogni volta che si vota, la politica e i media in Italia si ricordano che ci sono gli italiani all’estero che votano e, secondo le convenienze del momento, alcuni si dicono favorevoli alla loro partecipazione mentre altri ripetono le note accuse sulla inaffidabilità del voto per corrispondenza. Per non dire dei soliti articoli della stampa italiana, che torna sempre sui brogli fatti dal Pdl nelle elezioni del 2008 e seguiti dai soliti commenti di lettori contrari al diritto di voto degli italiani all’estero.

Ma è dalla politica che vengono le polemiche più accese, anche perché nella mischia si è inserito il premier Matteo Renzi con la lettera che ha inviato a tutti gli italiani iscritti nell’elenco elettorale. Una missiva ricca di slogan e caratterizzata dalle sue foto con i Grandi del mondo, che Renzi ha inviato come segretario del Pd.

A difesa del premier, Ettore Rosato spiega: “Il Pd agisce, come sempre, rispettando le leggi e le regole, in questo caso pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale n.
71 del 2014”. (…)