Estate in città? Magari! E invece…

Code insopportabili. Cibo immangiabile. Una massa informa di vacanzieri affolla le spiagge italiane. Forse la vera vacanza è restare a casa in città

“Il turismo è un’industria che consiste nel trasportare delle persone che starebbero meglio a casa loro, in posti che sarebbero migliori senza di loro” (Jean Mistler)

“Il far niente è una meravigliosa occupazione. Peccato che bisogna rinunciarvi durante le vacanze, quando l’essenziale è proprio quello di fare qualcosa” (Pierre Daninos)

“Pensavo che le vacanze svuotassero la testa. Ma niente, le vacanze svuotano solo una cosa: il portafoglio” (Jean-Philippe Blondel)

“Il vantaggio di trascorrere le vacanze in casa sta nel fatto che ciascuno è libero di fare quello che gli pare. Non esiste una vacanza più rilassante” (Erma Bombeck)

LA SOLITUDINE, UN PARADISO TERRESTRE

Ammettiamolo: in vacanza le fastidiosità aumentano di anno in anno, occasionali o no, comunque inevitabili e imparabili. Da anni sogno di poter restare da solo in città. Aria condizionata. Frigo pieno. Televisione sempre accesa: niente talk, solo telegiornali e fiction. Montagne di libri da leggere. Telefono muto, ho fatto sapere che sono in vacanza. Nudo nel lettone a due piazze: dormo quando, quanto e come voglio. Insomma, il paradiso terrestre.

MA LA FAMIGLIA RECLAMA

Solo per un paio di giorni. Poi la mia famiglia affettuosa mi reclama, mi obbliga a raggiungerla. E il disagio comincia dal treno. Gli “affettuosi” mi hanno lasciato solo un trolley, antico e scalcagnato, gigantesco: ci ho buttato dentro alcune camicie – che non so ripiegare – e via zoppicando.

IN TRENO, URLA AL TELEFONINO

In treno, tutti attaccati al telefonino, un signore (?) urla: vuole farci sapere che la moglie chiede una liquidazione esagerata. La toilette è sudicia. Il servizio bar (Freccia bianca, niente di meglio verso la Liguria) mi ricorda quelli dell’Est prima della caduta del muro.

ECCOLA, LA VACANZA NON AGOGNATA

E piombo nella non agognata vacanza. Il mare è un trionfo di alghe e di meduse. Per fare una doccia, coda insostenibile, tra bimbi urlanti, pretenziose mammine in bikini inguardabili, nonnette dai seni devastati e fiato anestetizzante. In trattoria, i casi sono due: il cameriere arriva di corsa quando non hai ancora posato le chiappe sulla sedia, oppure finge di non vederti.

AHI AHI, PESTO E BRANZINO…

Il pesto – specialità della casa e della regione – è rancido. Il branzino in freezer dall’anno precedente. Tutti strillano, per dire ovvietà. Discussioni comunque nevrasteniche. Caldo insopportabile. Mi sfondo di focaccia, sopportando – altre code – le molestie di pupi piagnucolosi.

MIA MOGLIE NON ABBOCCA PIÙ

La notte? Zanzare indomabili. All’alba l’idea vincente: mi faccio arrivare un sms drammatico, devo tornare di corsa a Roma. Ma mia moglie non ci casca più. Addio, città adorata: ti rivedrò, se sopravvivo, in autunno.

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