Voto all’estero, Petrocelli: “Riforma cancella sciagurata decisione Pd, si potranno candidare solo iscritti AIRE”

E in Plenaria CGIE annuncia: “Ci occuperemo a breve della legge sulla cittadinanza, un altro grande tema che il CGIE sottopone all'attenzione del Parlamento"

Il senatore Vito Petrocelli, presidente della Commissione Affari esteri di Palazzo Madama, intervenendo alla Farnesina alla plenaria del Consiglio generale degli italiani all’estero (CGIE), a proposito di riforma del voto degli italiani nel mondo ha detto: “Circa un anno fa avevo promesso un testo di legge sulla riforma del voto estero e la promessa è stata mantenuta. Oggi vi faccio un’altra promessa: ci occuperemo a breve della legge sulla cittadinanza, un altro grande tema che il CGIE sottopone all’attenzione del Parlamento”.

“La legge si occuperà del riconoscimento, dell’acquisto e della concessione della cittadinanza” che “sarà subordinata al superamento di un test. Dobbiamo equiparare la normativa a quella di quasi tutti i paesi dell’Ue”.

Petrocelli si sofferma su “un altro punto da strutturare” e cioè quello del “test di cittadinanza, probabilmente con due prove, una che proporrà l’esame della conoscenza della lingua e l’altra incentrata sulla conoscenza della cultura civica e dell’ordinamento istituzionale”.

Secondo il senatore “è necessario verificare la persistenza di quei legami con la comunità italiana. Anche quello sarà un testo base su cui fare riflessioni. Non saremo arroccati su una posizione, ci aspettiamo delle critiche. Siamo consapevoli che questa legislatura su questi temi ha l’occasione di dare una svolta che le comunità italiane si aspettano da tanto tempo”.

La riforma del voto estero “è stata depositata, in tempi rapidi arriverà in Commissione Affari costituzionali e partirà l’iter per poterla emendare e raggiungere soluzioni condivise che deriveranno soprattutto dai suggerimenti che arriveranno dal Cgie e dalla galassia delle associazioni, dei comitati e dei singoli cittadini che rappresentano gli italiani nel mondo”.

Lo scorso anno si era detto che “si sarebbe partiti proprio dalla riforma perché era evidente la situazione di disagio quando più e più volte si è parlato di truffe e di schede fasulle. Questo non fa bene all’immagine dell’Italia. Da lì siamo partiti perché questo veniva percepita in Italia come emergenza da regolare”. “Il Cgie ha riscontrato diverse criticità che sono state recepite e mandate al sottosegretario Merlo. Troveremo il modo di ascoltare tutte le voci e di arrivare a completare un percorso condiviso”, ha aggiunto il senatore, ricordando che si tratta di “un testo base”.

Il presidente della Commissione Esteri del Senato sottolinea alcuni “punti di forza” della riforma: in particolare “il passaggio che cancella quella sciagurata decisione” di permettere anche ai non residenti all’estero di candidarsi fuori i confini nazionali.

La “sciagurata decisione” a cui fa riferimento Petrocelli non è altro che il vergognoso emendamento Fiano, Pd, che ha consentito anche ai non residenti all’estero di potersi candidare oltre confine.