Vittorio Feltri non smette mai di sorprendere. Qualche settimana fa aveva dichiarato che avrebbe votato per Beppe Grillo alle prossime elezioni. Ora conferma di essere davvero tentato di dare il proprio voto al Movimento 5 Stelle del comico genovese: “Sì, lo confermo, sono tentato dal voto a Grillo. Voterei Giannino ma non si è alleato con nessuno”, spiega il direttore de IlGiornale a La Zanzara, su Radio24. E Berlusconi? “L’ho sempre votato, era il meno peggio. Ma pur di non far vincere la sinistra potrei turarmi di nuovo il naso e qualcos’altro".
Feltri non ha nessuna pietà nei confronti del PdL, colpevole – secondo il giornalista – di avere presentato in occasione delle Politiche liste perdenti, e per giunta “piene di mignotte”. Il fondatore di Libero, come al solito, non ha peli sulla lingua: "Le liste del Pdl mi fanno venire il vomito. Berlusconi ha ricandidato i soliti, con operazioni incomprensibili come mettere la Polverini nel Lazio che fa perdere i voti per la vicenda Fiorito. Ma non potevano metterla da un’altra parte, magari in Trentino?". Polverini "è un respingente, perché quella storia dei soldi ha indignato tutti".
Il PdL ha premiato persino traditori e malpancisti, prosegue il giornalista. E ancora: “Non siamo mica nati ieri, e sappiamo che il PdL ha candidato di nuovo delle mignotte. Sì, mi riferisco alla mignottocrazia, ho visto dei nomi che immediatamente richiamano alla mignottocrazia. E’ cambiato troppo poco rispetto alle aspettative, la serietà delle persone è importante. Un censimento è difficile e vedendo le liste, volando basso, mi sono saltati agli occhi i nomi di una decina di mignotte, intese come persone che si adattano a fare qualsiasi cosa, che fanno quegli esercizi che non sono titolo di merito. Non è che se io faccio una scopata allora merito un aumento di stipendio". No, non è Vittorio Feltri ad essere impazzito: è il PdL che, negli ultimi anni, sembra non azzeccarne una.





























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