Villarosa (M5S): “Regionali? Non mi fa impazzire l’idea di apparentarci con le liste civiche”

“Purtroppo però i cittadini non ci capiscono e non ci danno fiducia per governare da soli. Sui media si parla sempre male di noi, sembra che abbiamo la peste”

Il Sottosegretario al Ministero delle Finanze Alessio Villarosa (M5S) è intervenuto ai microfoni de “L’Italia s’è desta” condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Sul risultato delle elezioni in Basilicata. “Della sconfitta del Pd non si è parlato, l’unica sconfitta che viene raccontata dai media è quella del M5S, per il quale viene sempre paragonata l’elezione amministrativa a quella nazionale. Stiamo pensando alla possibilità di apparentarci con le liste civiche sul territorio. Se devo dire la verità questo non mi fa impazzire. Noi abbiamo un modo di lavorare ben definito e abbiamo sempre sperato che i cittadini ci dessero la possibilità di governare da soli. Il fatto di doverci apparentare perché il cittadino non capisce e non ci vuole dare fiducia non mi fa impazzire, però capisco che dobbiamo competere con coalizioni fatte di 30 partiti in cui è difficile che qualcuno non abbia un parente candidato. Per me quello della Basilicata è un grande risultato, io avevo pronosticato un 16%, forse perché mi sono fatto coinvolgere dalla narrativa che sento in giro. Leggendo i giornali sembra che il M5S abbia la peste, ogni cosa che fa è sbagliata. Ci sembra di lavorare bene dalla mattina alla sera e invece si parla solo male di noi”.

“Il nostro alleato è ingombrante? E’ vero, ma anche Di Maio riesce a replicare bene, ora è in versione Bud Spencer” – ha scherzato Villarosa.

Riguardo il decreto per i risarcimenti ai truffati dalle banche: “Ogni giorno mando un messaggio al ministro Tria chiedendo di firmare il decreto, se potessi lo firmerei io ma non posso. Tria ha un rispetto verso la Commissione Ue, anche giusto da un lato, e ha voluto attendere la conclusione delle interlocuzioni con l’UE che sono state chiuse venerdì. Arrivati a questo punto non so cosa stia aspettando. So che è in Cina, ma non c’è bisogno di essere fisicamente in Italia per firmare il decreto. Anche oggi manderò il mio solito messaggino per chiedergli di firmare. I risparmiatori mi scrivono giornalmente e li capisco”.