Uno Stato senza dignità – di Leonardo Cecca

Ormai sembra che nel nostro Paese non ci sia più dignità, senso dello Stato e della giustizia; tutto viene fatto per giochi politici ed in base ad una ideologia che tutti speravano fosse stata spazzata via dalla caduta del muro di Berlino, ideologia che, purtroppo, trova un valido sostegno in una frangia della magistratura che porta disdoro alla maggior parte dei magistrati che sembrano impotenti al cospetto di quelli politicizzati. 

Tutti i giorni c’è qualcosa di nuovo per cui doversi vergognare di essere cittadini di uno stato ove vige la faziosità, la parzialità di chi dovrebbe invece essere imparziale ed una Costituzione che, sarà pure la più bella del mondo, ma sicuramente è da rivedere da cima a fondo, in quanto, a forza di strappi e di interpretazioni, tutto quello che avviene attualmente è un oltraggio ai suoi primi tre articoli.

Uno Stato che non difende più il diritto di proprietà – tutti i giorni si ha notizia di occupazioni abusive con il benestare di alcuni magistrati pronti a riconoscere lo stato di necessità dell’occupante, che spesso è anche un irregolare -, credo che non abbia più i requisiti per definirsi tale.

E’ di questi giorni la notizia della condanna di Storace per vilipendio al Capo dello Stato, quando sono anni che personaggi tipo Di Pietro, Grillo e Travaglio scaricano fango sull’inquilino del Colle e nessun magistrato si è mai sognato di indagarli, e nessun alto esponente della sinistra si è indignato. Nessun magistrato ha notato che Storace ha risposto ad una frase non certo elegante e, forse, anche inopportuna di Re Giorgio che da Capo di Stato non dovrebbe confrontarsi con i politici e, se lo fa, deve farlo solo in modo generico mentre, nel caso in questione, intervenne in difesa di una senatrice che, seppur premio Nobel, andava in Senato solo per portare il suo voto già scontato e, pertanto, Napolitano ricevette una risposta in base ai termini da lui stesso usati. A questo punto non stupisce più che magistrati e il Capo dello Stato non abbiano avuto da scandalizzarsi per quanto da giorni sta predicando Landini: "occuperemo le fabbriche" e, nella sua ultima esternazione, forse meglio dire ragliata: "Renzi non ha il consenso delle persone oneste", con la quale ha dato dei disonesti a milioni di persone.

Ebbene, l’esimio sindacalista dovrebbe sapere che l’onestà non deriva dal personaggio per cui si vota: milioni di persone sono oneste pur non essendo renziane e/o simpatizzanti per lui. Viene proprio da invitarlo a consultare il dizionario Zingarelli alla voce "onestà" e si accorgerà che per essere onesti non serve essere landiniani, occupare le fabbriche e/o soffiare sul malcontento dei lavoratori, ma ben altro. Tutti gli italiani sono sobbalzati a questa "ragliata", ma magistrati e Napolitano non hanno detto nulla, mostrando ancora una volta che non c’è più sordo di chi non vuol sentire. Perseverare nel definirci Paese civile è proprio una barzelletta.