Condannato. Silvio Berlusconi parla di persecuzione nei suoi confronti da parte della magistratura, dopo la condanna a un anno di reclusione nel processo relativo all’intercettazione Fassino-Consorte, il cosiddetto processo Unipol. Ve lo ricordate? Fassino al telefono esultava, “abbiamo una banca”. Un episodio che risale ormai a 8 anni fa, anno 2005. A Paolo, fratello del Cavaliere e proprietario del giornale, inflitti due anni e tre mesi. Piero Fassino, attuale sindaco di Torino, dovrà ricevere dai fratelli Berlusconi un risarcimento di 80mila euro (l’esponente Pd aveva chiesto un milione di euro).
Per Fassino si tratta di "una sentenza che ristabilisce verità e giustizia e conferma come intorno a una espressione ironica sia stata costruita consapevolmente per anni una campagna di denigrazione e delegittimazione politica". Per il sindaco è anche la conferma “di quanto la politica italiana sia stata in questi anni fortemente inquinata da pratiche illecite”.
Berlusconi non ci sta. "La sentenza del Tribunale di Milano sulla vicenda Unipol comprova quanto sostengo da sempre. Sono stato oggetto di migliaia di articoli di giornali e di trasmissioni televisive che hanno propagato ogni e qualsivoglia notizia di indagine sia coperta da segreto sia con divieto di pubblicazione. Ho presentato decine di denunce in merito e mai e poi mai si è arrivati ad un processo. In un caso hanno addirittura smarrito il fascicolo con la mia denuncia". Il Cavaliere se la continua a prendere con le toghe rosse, coalizzate contro di lui. E torna a proporre una riforma della giustizia: “Soltanto una vera e completa riforma della giustizia potrà consentire che ai cittadini italiani non accada ciò che continuamente accade a me da 20 anni e che continuerà ad accadere, poiché sono ben conscio che anche nei prossimi appuntamenti giudiziari non vi sarà spazio per le doverose assoluzioni che dovrebbero essere pronunciate nei miei confronti e che solo in Corte di Cassazione sarà possibile, come accaduto puntualmente ieri ottenere giustizia". La “persecuzione giudiziaria nei miei confronti continua da 20 anni e si ravviva quando il nostro Paese vive momenti particolarmente complessi”, insiste l’ex presidente del Consiglio, che assicura in ogni caso di non avere mai ascoltato l’intercettazione fra Fassino e Consorte.
Ricordiamo che il leader del Popolo della Libertà è coinvolto in qualità di imputato in tre processi milanesi: oltre a quella odierna sulla vicenda Unipol, entro fine mese dovrebbero arrivare la sentenza su Ruby (dove l’ex premier è imputato per concussione e prostituzione minorile) e il verdetto d’appello su Mediaset e i diritti tv (la Procura generale di Milano ha chiesto per Berlusconi la conferma della condanna a quattro anni, con interdizione dai pubblici uffici per cinque anni).
IL PDL SI STRINGE INTORNO AL PROPRIO LEADER Naturalmente il Popolo della Libertà fa quadrato intorno a Berlusconi. Angelino Alfano, segretario del partito, parla di un “tentativo di eliminare Berlusconi per via giudiziaria”. A questo, “il Popolo della Libertà reagirà con tutta la forza di cui dispone”, vogliamo “difendere la democrazia italiana da questo tentativo di eliminare, per via giudiziaria, il leader politico più votato negli ultimi venti anni”.
Fra gli altri, intervene anche Stefania Prestigiacomo, parlamentare PdL ed ex ministro del governo Berlusconi: “La condanna di Berlusconi supera ogni ragionevolezza fino a diventare grottesca e ridicola. Gli esponenti del Pd che esultano per la sentenza Unipol dovrebbero avere invece la grazia di rimanere in silenzio e anziché invocare scuse che non sono assolutamente dovute, dovrebbero farsi un esame di coscienza davanti a quanto sta accadendo in questi giorni che vedono Berlusconi scandalosamente accerchiato, aggredito su tutti i fronti dai giudici di sinistra nel più totale disinteresse del Csm il cui compito dovrebbe essere quello di vigilare e intervenire per impedire tali scempi e degenerazioni".
Renato Brunetta, berlusconiano di ferro, coordinatore dei dipartimenti del PdL: “La condanna del presidente Berlusconi appare paradossale. Siamo di fronte a una vera e propria intollerabile persecuzione che nulla ha a che fare con la giustizia".
ACCUSE BERLUSCONI SI PRESCRIVONO A META’ SETTEMBRE Silvio Berlusconi in ogni caso non farà nemmeno un giorno di galera. Un anno di carcere, pena che è stata inflitta al Cav, è comunque coperto dall’indulto. Inoltre, le accuse nei confronti suoi e di suo fratello, si prescriveranno a metà settembre.
































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