Un’Europa che tace di fronte ai cristiani perseguitati

In nome del "politicamente corretto", questa Europa si sta suicidando

Vorrei invitare a leggere più spesso gli articoli di Giulio Meotti, grande giornalista che scrive su varie testate, come “Il Foglio”. Egli riporta ogni giorno varie tematiche. Tra queste ultime vi è la questione della persecuzione dei cristiani. Purtroppo, i cristiani nel mondo sono perseguitati in continuazione. Quello degli attentati avvenuti a Pasqua nello Sri Lanka è stato solo uno dei tanti casi di persecuzioni perpetrate ai danni dei cristiani, tanta parte dei quali è taciuta. Per esempio, si parla troppo poco delle persecuzioni dei cristiani che avvengono in Cina.

Il regime comunista cinese vuole incasellare le Chiese nei suoi ranghi, rendendole di fatto asservite ad esso e svuotate di ogni vera intenzione spirituale. Chi si oppone a questa cosa viene punito (ingiustamente) ai sensi della legge. In molti Paesi islamici, chi si converte dall’Islam al Cristianesimo (come in qualsiasi altra religione) rischia anche la vita. In India si sta affermando il fondamentalismo indù, che punta a fare sparire i cristiani dal suolo indiano.

Oramai, è noto che i cristiani siano perseguitati. Di fronte a ciò, che fa l’Europa? Tace.

Purtroppo, anche sul suolo dei Paesi europei si stanno verificando situazioni difficili per i cristiani. Per esempio, le chiese francesi subiscono atti di vandalismo. Eppure, tutto ciò è taciuto, a meno che non ci scappi il morto, com’è accaduto nel caso di padre Jacques Hamel, il parroco della chiesa di Sant’Etienne du Rouvray che è stato ucciso dai terroristi islamici il 26 luglio 2016. Anzi, l’Europa preferisce osteggiare Israele, il quale garantisce libertà di culto a tutti, cristiani compresi. In nome del “politicamente corretto”, questa Europa si sta suicidando.