Ucraina, Silvio pensaci tu: parti e vai a parlare con Putin – di Roberto Pepe

Il 24 marzo del 2011 titolammo “Silvio, parti e e vai da Gheddafi!”. Allora scrivemmo: “Rinnoviamo a Berlusconi l’invito che molti filosofi politologi, soloni giornalisti ed espertissimi strateghi militari davano ormai per superato dai fatti di guerra, cioè quello di fregarsene di tutte le pseudo raccomandazioni domestiche ed internazionali e partire andando sotto la tenda a Tripoli a discutere con il Colonnello libico”. L’incitamento era diretto a Berlusconi di andare “motu proprio” a trovare il Rais per ricercare una via di soluzione pacifica alla faccenda che si era sempre più ingarbugliata a causa della Grandeur francese e per la solita smania britannica di sguazzare nel Mare Nostrum, da padroni. 

Forse il novello petit Napoleone non riusciva ad avere il petrolio che il Rais concedeva all’ENI dell’italico Cavaliere (55 barili contro i 280 per l’Italia) e così si incolpò Gheddafi di essere un mostruoso feroce dittatore affamatore di popoli. Sta di fatto che tutti gli occidentali caddero in quel tranello anglo-francese distruggendo un “quieto” vivere, che grazie proprio a Berlusconi si era venuto a creare nel Mediterraneo (vedi precedenti accordi libici sulle leggi antiterrorismo, riconosciuti con onore dagli USA; vedi accordi sul controllo comune sui movimenti migratori dal centro Africa).

Ora, guarda un po’, la Merkel ha bisogno del gas Kazako che arrivi direttamente in Germania da condotte che passano per il centro Europa attraverso l’Ucraina. Non dimentichiamoci che la Merkel andò di corsa nel 2010 a chiedere al presidente Kazako di mettere subito il gas a disposizione del gasdotto Nabucco, contro quello italo-russo. Ma  come si fa se proprio Putin aveva preso accordi con Berlusconi per far passare quel gas attraverso una linea che attraversa la Turchia facendola arrivare direttamente in Italia? E’ subito detto: si incomincia a dire alla gioventù ucraina che i russi sono occupanti approfittatori, che l’Europa aspetta a braccia aperte quella povera nazione, promettendole soldi a palate e lavoro per tutti! Basta rompere tutti gli accordi con i russi e farsi proteggere dagli occidentali. Tanto gli americani, con la sindrome del cow-boy, hanno già minacciato di liberare quella nazione dal giogo russo, dimenticandosi, forse, che in Crimea la maggioranza è di provenienza russa.

Il sacro principio, che tra l’altro ci insegnava a scuola la Prof. di storia e filosofia, secondo il quale tutte le guerre hanno una matrice economica, in Italia è sconosciuto. L’importante per i politicanti italiani impegnati è essere antiberlusconiana ed in nome del finto-europeismo (quello franco-anglo-tedesco) calare le brache senza mai e poi mai dire la nostra! Facciamoci ogni tanto gli sporchi nostri affaracci!!! Per questo invitiamo nuovamente: Silvio pensaci tu, parti e vai a parlare da Putin.