Tv, Cairo: tra Santoro e Travaglio scelgo Michele

L’editore de La7 Urbano Cairo interviene dopo la lite a "Servizio Pubblico" tra Michele Santoro e Marco Travaglio e, in una intervista a La Repubblica, sostiene che "Santoro ha fatto bene a riaffermare il principio che Servizio Pubblico offra a tutti la possibilità di dire quello che pensano e anche di replicare". E aggiunge: "La rissa non porta ascolti. In tv lo share cresce nel momento in cui ci sono le idee", "ho parlato solo con Santoro. Travaglio non lo sento mai. Io ho fatto un accordo con Michele: lui è libero di fare il talk con chi vuole, ha scelto Travaglio, che ha dato ottimi contributi", "non butto nessuno dalla torre. Travaglio è molto bravo nel fare le domande. Ma è giusto che anche a lui possano fargliene. Non è reato di lesa maestà ricevere domande da un ragazzo genovese (un angelo del fango) che ha dimostrato personalità anche di fronte a Beppe Grillo. Ero pienamente d’accordo con Santoro quando diceva che Burlando doveva poter dire la sua".

Sostiene inoltre che "una così rodata coppia televisiva non credo scoppierà per un diverso modo di vedere la politica grillina. Comunque io non intervengo sulla linea politica, Santoro sceglie in assoluta libertà ospiti e collaboratori".

Sostiene inoltre che "nella prima serata i talk portano ancora il 60% degli investimenti pubblicitari" ma non nega una crisi di ascolti: "In questa stagione c’è un calo complessivo degli ascolti, ma per noi non va così male. Floris con diMartedì cresce poco a poco, mentre Ballarò cala. I fatti della politica condizionano l’audience di La7. Se ci sono le elezioni cresciamo. Nel 2011 il Tg era al 9.60% di share, l’anno scorso siamo scesi al 6.5-7%. La rete aveva il 3.8% di share nell’anno dello spread (2011) oggi siamo al 3.3 %. Per Rai e Mediaset le perdite sono peggiori".