Torna Forza Italia, Berlusconi: ‘un nome che abbiamo nel cuore’ (VIDEO)

Silvio Berlusconi ha lasciato la sua residenza di palazzo Grazioli intorno alle 11 del mattino per recarsi al palazzo dei congressi dell’Eur per il Consiglio nazionale del PdL. Con lui in via del Plebiscito, Gianni Letta e Niccolò Ghedini. Il Cavaliere è giunto a destinazione un quarto d’ora dopo, accolto dalle note di ‘Azzurra Libertà’. Quello del Cavaliere è stato l’unico intervento dal palco, per sancire il ritorno a Forza Italia, dopo la scissione formalizzata ieri dai filo-governativi di Angelino Alfano.

“Sono felice che siamo tornati a questo nome che abbiamo tutti nel cuore: Forza Italia", ha detto Berlusconi dal palco. "Perche’ Forza Italia? Perche’ siamo inguaribili ottimisti e ci riproviamo ancora. Vogliamo una nuova primavera per Forza Italia, una resurrezione di un nome che abbiamo dentro il cuore". "Stiamo insieme con passione ed entusiasmo per costruire un paese in cui nessuno possa trovarsi lo Stato come nemico, dove i giudici non possano eliminare gli avversari politici, ma dove ci sia uno Stato che garantisca a tutti delle condizioni di vera e completa libertà".

Dopo la nascita di Forza Italia, i club sul territorio – ha annunciato B – si chiameranno “Forza Silvio”: “mi sono dovuto adeguare ai sondaggi…”. Alle ultime elezioni i "professionisti dei brogli della sinistra" avrebbero sottratto al centrodestra "da un milione di voti in su", ha sostenuto l’ex premier. Lanciando i ‘Club Forza Silvio’ Berlusconi ha spiegato che "la loro finalità più importante sarà quella di identificare delle sentinelle del voto: quattro persone per ogni sezione elettorale che sappiano contrastare dialetticamente la sinistra".

"Ieri ho appreso una notizia che ci ha fatto molto dolore: il fatto che ‘i filogovernativi’ si erano gia’ riuniti e hanno dato vita a un gruppo diverso nel Senato e hanno anche pronto un nome, che si chiama Nuovo centrodestra. Non mi pare un nome particolarmente efficace, anche pensando a chi lo compone…io avevo suggerito ‘Cugini d’Italia’, così siamo tutti una famiglia".

"La divisione che si e’ verificata ieri va contro la visione di unire tutti i moderati che se stessero insieme sarebbero la maggioranza degli elettori. In questi giorno ci sono state differenza tra singole persone, si e’ creata un’atmosfera grigia, si e’ formata una situazione che a loro giudizio non dava la possibilita’ di continuare insieme un lavoro comune. Ho passato parecchio tempo perche’ questo non accadesse. Tra le due parti ci sono state delle offese che hanno formato una situazione che non rendeva possibile lavorare. Ci sono state delle differenze non su programmi e valori, ma delle distanze tra singole persone”.

"Abbiamo bisogno di rinforzi, sia perché siamo tutti un po’ meno giovani, sia perche’ altri hanno preso un’altra direzione: dobbiamo rivolgerci con un nuovo appello ai giovani che hanno nuovo entusiasmo per decidere insieme il nostro destino".

Sul tema della sua decadenza da senatore: "Mi pare molto difficile – ha detto l’uomo di Arcore – che ci si possa sedere al tavolo con qualcuno che vuole uccidere politicamente il leader del tuo partito". "Il Pd ha voluto che si compisse in pochi giorni" il voto sulla mia decadenza. "Perche’ questa fretta? Non l’abbiamo capito nemmeno noi. A meno che non vogliano portare per l’8 dicembre su un piatto d’argento la testa del leader del centrodestra". "Per Berluconi si cambiano le regole; in giunta hanno deciso per il voto palese. Questi personaggi che calpestano la legge io li chiamo fuori legge". ”Abbiamo una magistratura incontrollabile e incontrollata. Anche se sbaglia e’ impunibile”.

Sulla possibilità di fare cadere il governo: “dopo la decisione di 23 nostri senatori il 2 ottobre non eravamo e non siamo piu’ in grado di far cadere il governo. Anche perche’ sono venuti fuori 20 nomi di componenti del M5S che hanno garantito il sostegno al governo. Noi al massimo ci saremmo messi fuori". “Alcuni senatori del M5S si sono trovati con uno stipendio da 14mila euro al mese e non vogliono rinunciarvi".

"L’intervento dell’antipolitica, con i 5 stelle, e’ stato catastrofico: l’80% degli uomini di Grillo sono di estrema sinistra, vengono dai centri sociali e dai no Tav, sono giustizialisti. Se facessero un governo con i giustizialisti del Pd, credo che molti di noi non resterebbero piu’ a vivere in Italia ma sarebbero costretti a espatriare".

"Con l’attuale situazione politica, l’Italia non si potra’ governare in futuro se non con le larghe intese". L’attuale legge elettorale “non e’ una cattiva legge, ma la Corte Costituzionale il 3 dicembre e’ possibile che indichi una correzione mettendo il target del 42% per far scattare il premio di maggioranza".

Parlando di Europa, "il governo deve andare in Europa a ridiscutere il fiscal compact. Dobbiamo andare in Europa e cambiare la missione della Bce. Dobbiamo andare in Europa e cambiare questa politica di austerita’. Per noi l’euro e’ una moneta straniera. Siamo come l’Argentina che emetteva bond in dollari. Questi titoli finirono e l’Argentina falli’ e andò in default. La Bce si faccia garante di ultima istanza dei debiti pubblici dei paesi europei". All’interno del governo Letta “non vedo attualmente ministri che trattano queste questioni con il necessario coraggio e statura" in Europa.

VISIBILMENTE STANCO A FINE INTERVENTO Dopo un’ora e mezza di intervento al Consiglio nazionale Silvio Berlusconi confessa di non riuscire a trattenere l’"emozione" e mostra visibilmente i segni di stanchezza e stress. Immediatamente sale sul palco il medico personale Alberto Zangrillo, seguito dagli uomini della scorta e da esponenti di partito a cominciare dal capogruppo alla Camera Renato Brunetta. Appena termina di parlare, Zangrillo quasi gli intima di prendere qualcosa da un bicchiere che gli porge: ”Beva questo, subito”, dice il medico. Berlusconi scende dal palco appoggiandosi ad un uomo della scorta e seguito da Zangrillo. Qualche minuto dopo, munito di badge, risale per votare il documento che sancisce il ritorno a Forza Italia.

DOCUMENTO APPROVATO ALL’UNANIMITA’ Il Consiglio nazionale ha detto sì all’unanimità al documento approvato lo scorso 25 ottobre dall’ufficio di presidenza del Pdl in cui si dichiara inaccettabile la richiesta di estromissione di Silvio Berlusconi dal Parlamento, si dichiara chiusa l’attivita’ del Pdl con il passaggio a Forza Italia e si affida a Berlusconi mandato politico e giuridico che gli conferisce la responsabilità della guida del movimento secondo lo statuto di Fi. "Sono felice di questa unanimita’ e credo sia un buon viatico per questa avventura di liberta’ che ci siamo tutti insieme impegnati a combattere con questo voto", le parole del Cavaliere al termine della votazione.