Toccategli tutto ma non il vitalizio – di Leonardo Cecca

Quante volte ascoltando i vari politicanti che si stracciavano le vesti per i vari problemi che affliggono la nostra società, questa gente votata anima e corpo per una "nobile" causa della quale sono "sommi esperti" e per la quale hanno trascurato il proprio lavoro e famiglia per soggiornare, in verità raramente, presso le aule parlamentari, ovvero presso le bouvette ci siamo chiesti: ma una volta non eletti cosa faranno? Moriranno di fame in quanto hanno trascurato tutto?

Per fortuna non faranno tale fine, sia perchè non hanno mai trascurato la primitiva attività, poi perchè godono di ottimi vitalizi e quello che in pochi anni incassano supera di gran lunga i magri ed irrisori contributi versati.

Quello che indigna è la faccia di bronzo di costoro alcuni dei quali intervistati sostengono che non si erano mai interessati di questa "marginale" questione economica, altri portano avanti la questione di aiutare i figli forse ritenendo che soltanto i politicanti hanno figli da mantenere, altri ancora che rispondono all’intervistatore in modo scurrile ed altri che se la fischiettano.

Molti di questi "galantuomini” che mai hanno alzato un dito per correggere questo schifo tutto italiano dei vitalizi hanno avuto anche la brillante idea di dar vita a delle fondazioni con scopi benefici, culturali, di interesse sociale e di altre menate che solo un politico può tirar fuori, le quali fondazioni ricevono denaro dallo stato e che poi, per vie traverse, finisce per finanziare le campagne elettorali. Certo che vantare una classe politica di tal fatta è da voltastomaco e questi magnoni, nonostante i vari servizi di alcuni giornali, hanno ancora la faccia di farsi vedere.