Terrorismo, Mattarella: non fermare la ricerca della verità

A 37 anni dall’uccisione di Aldo Moro, le celebrazioni del "Giorno della memoria" sulle vittime del terrorismo e’ l’occasione per il presidente della Repubblica e del Senato di rinnovare la richiesta di fare luce sugli anni di piombo. La "ricerca della verita’" e’ stata anche quest’anno il filo conduttore del messaggio delle due piu’ alte cariche dello Stato a riprova che c’e’ ancora da scavare e da chiarire sugli anni della "notte della Repubblica".

Un ricordo, quello di chi "ha lottato per i valori della democrazia e della liberta’ nel nostro Paese", quello per le vittime "che non sono morte invano" doveroso anche per il premier Renzi.

"Ricordare significa anche non rassegnarsi mai nella ricerca della verita’" ha detto Sergio Mattarella che, accompagnato da Pietro Grasso in mattinata ha deposto una corona di fiori a via Caetani, la via dove le Brigate Rosse fecero trovare il corpo di Moro.

"Sappiamo molto ma non tutto: bisogna insistere, impegnarsi maggiormente per illuminare con la verita’ gli angoli ancora nascosti di queste vicende, nelle quali si sono intrecciate trame internazionali e nazionali, tradimenti e depistaggi" ha detto Pietro Grasso rivolgendosi, nell’ Aula del Senato ai familiari delle vittime presenti alla cerimonia. "Questo e’ il compito piu’ alto delle istituzioni e delle parti politiche, pretendere chiarezza oltre ogni convenienza" ha aggiunto il presidente del Senato che per non fermarsi alla mera esortazione a non archiviare quel periodo ha invitato il governo ad intervenire con norme che "puniscono l’inquinamento processuale e il depistaggio". A questo proposito il presidente del Senato ha lodato "la giusta direttiva voluta dal Governo" che ha disposto l’anno scorso la declassificazione degli atti secretati.

Il capo dello Stato ha definito di "grande interesse" la proposta di un memoriale di tutte le vittime del terrorismo in Italia perche’ "la distanza temporale con quei tragici avvenimenti non deve attenuare il ricordo e la gratitudine per chi ha perso la vita a causa di disegni perversi e folli, pervasi di odio e di sopraffazione". Al di la’ dell’esigenza di proseguire nella ricerca della verita’, testimoniata anche dalla presenza alle celebrazioni di Beppe Fioroni, presidente della ennesima commissione d’inchiesta su Moro, istituita anche in questa legislatura , il presidente del Senato ha sottolineato come fu vinta "la follia di pochi con la forza di molti".

"Il terrorismo in Italia – ha osservato Grasso – e’ stato sconfitto perche’ la paura non prevalse: le forze migliori del Paese, la societa’ civile, la magistratura, le forze dell’ ordine e le istituzioni seppero, con la forza del diritto,contrastare e resistere al terrore e alla violenza". Nell’ Aula del Senato, hanno brevemente rievocato le loro vicende i familiari di quattro vittime: Salvatore, figlio di Antonio Niedda, Barbara sorella di Mario Ziccheri, Sergio, figlio di Mario Amato e Carole Beebe Taranteli, vedova di Ezio Tarantelli. Grasso si e’ commosso quando si e’ rivolto al figlio del poliziotto Niedda, ucciso dalla Brigate Rosse nel 1975. "Quest’Aula – ha detto Grasso con voce incrinata – rappresenta cio’ per cui tuo padre ha sacrificato la vita".