In Terra dei fuochi arriva l’Esercito. Tocca ai militari sorvegliare la terra dei veleni. Il Governo ha dato il placet con tanto di parere favorevole. La presenza dell’Esercito è finalizzata, in particolare, al contrasto delle ecomafie nella zona al confine tra Napoli e Caserta. Saranno 850 i militari impegnati per circa due anni, in servizio di pattugliamento attivo, affiancati da uomini delle forze dell’ordine. Nella Terra dei fuochi l’attività dell’Esercito si avvarrà anche dei mezzi aerei in dotazione. Piccoli “droni” senza pilota del 41° reggimento Cordenons di Sora. Uno spiegamento di forze che prevede un notevole impiego di soldi. La copertura finanziaria prevista è di due milioni di euro. L’abbattimento dei costi avverrà attraverso l’individuazione preventiva di alcune caserme. In particolare le strutture militari di Capodichino, dove è previsto l’alloggio dei soldati. I militari verranno impiegati a rotazione, in modo da assicurare una vigilanza continua ai siti. È previsto un vasto impiego anche di laboratori “campali”, compresi quelli per le rilevazioni nbc-nucleare biologico e chimico, adatti all’utilizzo anche in luoghi impervi e devastati. Saranno installati sistemi di sorveglianza notturna e terrestre.
Lo stanziamento è di 25 milioni annui, per il 2014 e il 2015, destinato allo screening gratuito per i residenti nella Terra dei fuochi e nei comuni di Taranto e Statte, dove è operativa tuttora l’Ilva. Un intervento straordinario di notevole portata che non incontra però il favore e il sostegno del Coordinamento comitato fuochi. Aspre e immediate le critiche, immediatamente dopo l’annuncio del provvedimento. “Sarebbe meglio avere i genieri dell’esercito”. Il gruppo dei cinquestelle si è rifiutato di votare gli emendamenti proposti da Forza Italia, sollevando ben alta l’ira del capogruppo Renato Brunetta. “Quello dei grillini è solo l’atteggiamento di chi perde tempo e ruba la palla”, piccato e furibondo l’ex ministro.
Brunetta e i suoi rivendicano di aver ottenuto l’esenzione del ticket per i programmi di prevenzione e diagnostica precoce contro le malattie tumorali e tanto altro. L’invio dei militari nella Terra dei fuochi, l’indicazione di parametri certi per le bonifiche e l’utilizzo dell’acqua di falda, l’impiego delle risorse sequestrate ai clan camorristici per le bonifiche. Negli appalti, insistono e promettono i megafoni di Forza Italia, sarà applicato il modello Expo 2015 contro le infiltrazioni della criminalità organizzata. I parlamentari politicamente sodali con Brunetta parlano di risultati eccezionali raggiunti in Campania, sul tema Terra dei fuochi, dai loro parlamentari. Gli emendamenti approvati in Commissione Ambiente della Camera hanno fornito un quadro nuovo del testo.
Intanto, le operazioni di scavo cominciate lunedì dovrebbero riprendere oggi. I tecnici daranno l’autorizzazione alla ripresa dopo che i tecnici avranno stabilizzato il materiale edile e di risulta che le ruspe hanno portato recentemente alla luce. Un fusto da venti litri di solventi e idrocarburi, ritrovato a Villa di Briano, al confine con Casal di Principe, zona ad alta densità camorristica. Gli scavi sono stati effettuati dal Corpo Forestale dello Stato, a quindici metri di profondità. I pentiti del clan dei casalesi, Roberto Vargas e Francesco Della Corte, ex fedelissimi di Francesco Schiavone conosciuto come Sandokan, hanno dichiarato che il posto sarebbe stato utilizzato negli anni ’90, per interrare rifiuti tossici.
Il decreto approvato dal Governo prevede nuove forme di informazione e maggiore partecipazione da parte dei cittadini. Il reato di combustione dei rifiuti potrà essere ampliato dal testo unificato sul rafforzamento dell’azione penale. L’obiettivo è quello di contrastare la criminalità organizzata, di tutelare la salute e il benessere della comunità, salvaguardare l’agricoltura di qualità in Campania. Finora quella terra ha dato solo veleni, tumore, morte. Come pesante devastante effetto causato dalla presenza di numerose discariche abusive. Un omicidio non autorizzato, un delitto commessa dalla camorra, complice il silenzio e la disattenzione della politica. Nel corso degli anni, l’inquinamento ambientale ha causato, nell’area della Terra dei fuochi, un poderoso incremento della mortalità per cancro dall’8 al 29%. Il decreto governativo è una buona notizia. Ma in Campania si recepiscono anche segnali negativi. La Regione, per dirne una, attualmente non ha un assessore alla Sanità in carica. In conseguenza della vacatio risulta quindi fortemente penalizzata. La Campania è una storia a parte, fa storia a sé, come sempre. Vive in un dramma, potrebbe aiutarsi ad uscirne, ma non riesce a farlo. Le manca il classico soldo per arrivare ad una lira, come da antico detto napoletano. I segnali negativi incrociano le inziative positiva. Come questa: a Trentola Ducenta nuove piante ripuliranno i terreni contaminati in lembo di Terra dei fuochi. Piantumazioni di essenze arboree fitodepuranti, nell’ambito del progetto Life Ecoremed. Messe a coltivazione piante come il pioppo, l’eucalipto e l’arundo donax. Hanno la funzione di ripulire i suoi agricoli che presentano criticità. Il materiale vegetale prodotto da queste culture servirà alla produzione di bioenergie.
































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