Tavecchio, cresce il fronte dei no. Pallotta, ‘umilia l’Italia’

I dubbi sull’opportunita’ della candidatura di Carlo Tavecchio alla presidenza della Federcalcio dopo lo ‘scivolone’ di venerdi’ scorso su stranieri e banane, cominciano ad affiorare. Se e’ pur vero che il numero uno della Lega Dilettanti ha l’appoggio delle leghe ed e’ forte, sulla carta, del 68 per cento dei consensi, col passare delle ore, qualcuno comincia a cambiare idea. A fare da ”apripista”, tra i club che hanno cambiato idea era stata domenica sera la Fiorentina. Ieri era stato il turno di della Sampdoria e con il Cesena indeciso sul da farsi. Oggi a ritirare l’appoggio a Tavecchio sono stati il Sassuolo per la serie A e il Brescia. mentre la Roma, conferma il suo ‘no’ deciso attraverso le parole del presidente James Pallotta, secondo il quale le frasi di Tavecchio ”sono imbarazzanti e umilianti per l’Italia".

"La nostra posizione e’ stata chiara, molto netta fin dall’inizio – le parole di Pallotta – Riteniamo queste dichiarazioni imbarazzanti e umilianti per l’Italia. Non riteniamo questo candidato rappresentativo dell’Italia e sicuramente non lo e’ per la Roma. Francamente sono sorpreso che ci siano altri club che continuino ad offrirgli il loro sostegno. Per quanto mi riguarda, lui non e’ il nostro presidente di federazione".

"Il gruppo Mapei, proprietario dell’U.S. Sassuolo Calcio, fedele ai valori che ne hanno da sempre contraddistinto la presenza nel mondo dello sport, ritiene non piu’ sostenibile la candidatura di Carlo Tavecchio" si legge nel comunicato del club del presidente di Confindustra Giorgio Squinzi. Dal Brescia arriva l’appoggio ad Albertini. "Penso che le polemiche sulle dichiarazioni si possano facilmente superare – le parole dell’ad Luigi Ragazzoni – ha sbagliato a esprimere un concetto, a tutti capita un calo di zuccheri. Indipendentemente da questo, mi sento di appoggiare una figura come quella di Demetrio Albertini, sia perche’ Tavecchio e’ nella dirigenza sportiva da piu’ di 20 anni, sia per un mero fatto anagrafico: largo ai giovani e a un po’ di rinnovamento, almeno nello sport".

E mentre il fonte dei ‘no’ s’allarga, a ribadire il sostegno a Tavecchio oggi e’ stato il presidente della Lega di serie B Andrea Abodi, per il quale, l”uscita sugli stranieri e’ stata da ”cartellino arancione”. ”L’uscita di Tavecchio e’ da cartellino arancione. Lui non e’ abituato a questa pressione, ma ha gestito la Lega dilettanti da professionista. Diamogli una chance”.

Le prossime saranno giornate di confronto in attesa dell’incontro programmato per dopodomani con il presidente del Coni Giovanni Malagò. Tutti vogliono che si eviti il commissariamento: ci si arriverebbe se l’11 agosto venissero meno le condizioni per eleggere il nuovo presidente. Si lavora per arrivare al voto compatti e con una maggioranza qualificata. Potrebbe aumentare il numero degli astenuti, rendendo la percentuale pro Tavecchio meno forte e quindi meno garantita la tenuta del futuro governo del calcio.