Stabilità, Regioni in rivolta: ma quanto magnano! – di Leonardo Cecca

Come era facilmente prevedibile, la Legge di stabilità appena varata dal governo, che ha fatto il gioco delle 3 carte sulle tassazioni, prevedendo sostanziali tagli per le Regioni, non poteva che suscitare malumore presso questi Enti, forse tra i più inutili e spendaccioni che ci siano.

IIlustri governatori si sono sentiti in dovere di avvisare il Governo che con i tagli previsti ne risentiranno il sistema sanitario ed i servizi, inoltre, saranno costretti ad aumentare le tasse; sconcezza più grande non poteva essere esternata.

Questi "signori" si sono affrettati ad informare i loro cittadini che a rimetterci saranno solo e soprattutto loro; come esempio di "correttezza" non c’è che dire, fa solo schifo. Prima di spargere stupido allarmismo, perchè non hanno dato una ripassata alle alte prebende di tutto il personale e, soprattutto, alle spese inutili ed a volte un po’ troppo disinvolte (consulenze, studi, convegni, bonus, rimborsi anche per andare in ufficio e chi più ne ha più ne metta), fatte solo per clientelismo e/o per accontentare amici, come il proliferare di poltrone per accogliere le terga di nuovi dirigenti.

Tutti parlano dello sperpero a livello regioni, spesso i media ci informano di tali "leggerezze e/o sfrontatezze", ma sembra che i governatori non ne sappiano nulla ad iniziare dal magna magna presso le Asl. Spesso addirittura sono nati primariati con zero posti letto, ma il vero sconcio è la diversità spesso astronomica dei costi del materiale sanitario e dei pasti tra le varie Asl. Trattandosi di pasti è logico che ci sia il magna magna.

Renzi nel varare la legge di stabilità, che tutto sommato alleggerisce un po’ la pressione fiscale sul lavoro, avrebbe dovuto anche inserire norme per impedire il ritocco al rialzo delle tasse locali, a meno che l’ente non pubblichi tutte le spese in modo dettagliato e chiaro. Sono sicuro che con tale norma nessun governatore oserebbe esporsi al lancio di ortaggi. Sorvolo sulle regioni a statuto speciale che considero solo un insulto agli italiani.