Spendiamo più per gli immigrati che per i nostri poliziotti – di Leonardo Cecca

Il Giornale, quotidiano diretto da Alessandro Sallusti, lo scorso 27 luglio, nell’articolo "Povera Italia: un immigrato costa più di un agente", riporta che agli immigrati, una volta registrati, lo Stato fornisce un reddito mensile di 900€ per le spese personali, mentre altri 900 (30€ /giorno) vengono assegnati a chi li alloggia, tant’è che nella zona di Marsala non si trova un posto libero nei vari bed and breakfast e neanche presso le famiglie che avevano qualche posto letto disponibile.

Pertanto, a conti fatti, per ogni immigrato vengono spesi ben 1800 euro netti al mese, cioè circa il triplo delle pensioni minime dei nostri anziani, il 50% in più di quanto percepisce un poliziotto ed il 100% in più di quanto prende un marinaio.

C’è inoltre da considerare che oltre ai 1800 € procapite lo stato spende altri 600 €  in assicurazioni.

Definire vergognosa questa situazione è il minimo che si possa fare, perché è spudoratamente ingiusta e dettata sicuramente da interessi poco nobili e non degni di un paese serio e civile. I nostri anziani, incapaci di manifestare ed insultare in pubblica piazza le istituzioni che di loro poco si interessano, come possono migliorare la loro condizione?

Questo insulso senso di civiltà denunciato da Il Giornale non può essere che veritiero, in quanto nessuno ha contestato la notizia, che, in fatto di vergogna, fa il paio con le pensioni di "ricongiungimento" varate dal deplorevole e cercavoti governo Prodi.

Possibile che i nostri "soloni" della politica e del governo non si siano reso conto che questo trattamento economico, oltre che blasfemo per gli italiani sotto la soglia della povertà, sia un incentivo per chi vuole approdare da noi? Possibile che nessun magistrato trovi qualcosa di anormale su questo sperpero di denaro che, oltre le enunciate ingiustizie, può alimentare il magna magna?

Speriamo che su consiglio di qualche autorevole "onorevole", tutto propenso al "solo" bene degli immigrati, non si arrivi al punto di dare a costoro anche una tantum di qualche migliaio di euro, una casa gratis ed il riconoscimento di una pensione. Quanti misteri in un Paese che si definisce, a sproposito, civile e democratico.