Sondaggio Termometro Politico: un italiano su due non vuole Draghi al Quirinale

Aumento tassa di successione: un italiano su due respinge la proposta di Letta. Oltre un terzo contrario alla rimozione dei licenziamenti a fine giugno. Intenzioni di voto: in calo Lega e Fdi, crescono Pd e M5S

Draghi presidente della Repubblica? No grazie. Il 50,4% degli italiani respinge l’idea del premier prossimo inquilino del Quirinale. Due le motivazioni di fondo di coloro che dicono no: il 31% non ritiene Draghi adeguato al ruolo mentre il 19,4% preferirebbe che continuasse a fare il premier. Al contrario il 24,6% vedrebbe bene Draghi come prossimo capo dello Stato. Un ulteriore 19,6% si dice favorevole ma solo perché così si potrebbe andare a votare prima. Sono questi alcuni dei dati emersi dal sondaggio settimanale realizzato da Termometro Politico.

Il governo ha da poco staccato il tagliando dei 100 giorni di operatività. La maggioranza degli italiani giudica positivamente quanto fatto finora dall’esecutivo. I voti negativi sono invece il 43,6%.

Quasi un italiano su due respinge la proposta di Enrico Letta di alzare l’aliquota della tassa di successione per i patrimoni oltre i 5 milioni per dare 10mila euro a metà dei 18enni italiani. Tra questi, il 36,7% si dice contrario a qualsiasi aumento delle imposte mentre il 13,2% ritiene che questa riforma, se attuata, porterebbe a un esodo di capitali verso i paradisi fiscali. A favore della proposta fatta dal segretario del Pd è il 30,1% degli intervistati. Un ulteriore 15% si dice d’accordo ma non all’utilizzo del gettito proposto.

Contro la rimozione del blocco dei licenziamenti a fine giugno si schiera oltre un terzo degli italiani (39,6%). A favore il 30,9% mentre per il 25,1% dovrebbero toglierlo solo per alcuni settori e non per altri. In leggera flessione al 53,8% la fiducia degli italiani nel premier Draghi.

Le intenzioni di voto registrate da Termometro Politico vedono Lega e Fratelli d’Italia in calo rispettivamente al 22,3% e al 18,6%. Crescono Pd e Movimento 5 Stelle: i primi al 19,8% e i secondi al 16,1%. In rialzo anche Forza Italia al 6,6%. La Sinistra (3,3%) rimane davanti ad Azione (3,1%), Italia Viva torna sotto la soglia di sbarramento del 3%, seguono +Europa (1,3%) e Verdi (1,2%). Chiude il Partito Comunista con l’1%.