Il Pd supera il PdL nelle intenzioni di voto degli italiani. Guadagnando due punti e mezzo in una settimana, il Partito Democratico raggiunge il 28,5 percento dei consensi. Il partito di Silvio Berlusconi registra invece una lieve inflessione (-0,3%), attestandosi al 27,7 percento. Pd e PdL continuano a rincorrersi e solo un pugno di “voti” – virtuali – li separa. Almeno, così stanno le cose secondo un sondaggio realizzato dall’Istituto Swg in esclusiva per Agorà Estate, su Rai Tre.
Perde oltre due punti il Movimento 5 Stelle (-2,2%), che scivola sotto la soglia del 20 percento (18,3%). Lieve inflessione per Sel e per la Lega Nord (-0,3%), che si attestano rispettivamente al 4,5 e al 4,3 percento; perdono qualcosa anche Scelta Civica (-0,2%), al 3,9 percento, e Fratelli d’Italia (-0,1%), al 2,1 percento. Guadagnano invece qualcosa Rifondazione Comunista-Azione Civile (+0,2%), al 2 percento, e La Destra (+0,3%), all’1,6 percento. Pressoche’ stabile l’Idv (+0,1%), che si attesta all’1,2 percento, mentre registra un lieve calo l’Udc (-0,2), che chiude all’1 percento.
"Il recupero del Pd – ha osservato Maurizio Pessato, presidente Swg – e’ dovuto probabilmente alle posizioni piu’ forti che il partito ha preso nell’ultima settimana".
CALA FIDUCIA IN RENZI Non e’ piu’ Matteo Renzi, bensi’ Giorgio Napolitano, il leader politico piu’ amato dagli italiani. La fiducia nel sindaco di Firenze, infatti, cala di 5 punti in una settimana e scivola al 46 percento, consentendo cosi’ al Capo dello Stato – stabile al 47 percento – di raggiungere la ‘vetta’ dei consensi. Balzo in avanti per il premier Enrico Letta, che guadagna 4 punti e si attesta 45 percento. Un punto in meno per Silvio Berlusconi, al 23 percento, mentre ne perde tre Beppe Grillo, che si attesta al 21 percento a pari merito con Angelino Alfano. Un calo di tre punti anche per il leader di Sel Nichi Vendola, che scivola al 20 percento. Passo indietro per il senatore a vita Mario Monti (-4%) e per il segretario del Pd Guglielmo Epifani (-2%), che chiudono a pari merito con il 16 percento. "Enrico Letta – ha osservato Maurizio Pessato – interpreta bene un ruolo ritenuto necessario, e questo lo premia".
RENZI NON “ASFALTA” Secondo il 40 percento degli italiani, se il governo Letta dovesse cadere e si tornasse alle urne, Matteo Renzi non riuscirebbe nell’impresa di "asfaltare" Silvio Berlusconi, ma per quasi la meta’ degli elettori (49%) il sindaco di Firenze riuscirebbe ad asfaltare Beppe Grillo. Nel dettaglio, a non credere che Renzi potrebbe avere la meglio nello scontro elettorale con Berlusconi non e’ solo un’ampia fascia degli elettori di centrodestra (78%), ma anche il 44 percento del Movimento 5 Stelle e piu’ di un elettore su 4 di centrosinistra (27%). Per quanto riguarda la possibilita’ di "asfaltare" Beppe Grillo, piu’ di due elettori su tre di centrosinistra (68%) e oltre la meta’ di centrodestra (56%) sono convinti che il sindaco di Firenze riuscirebbe nell’impresa. Tuttavia, piu’ di un italiano su tre (34%) ritiene la cosa altamente improbabile. "Stendere l’asfalto – ha ironizzato Pessato – non e’ un lavoro semplice".
CALA FIDUCIA NEL GOVERNO LETTA Il rischio di una crisi di governo, ventilato ripetutamente nell’ultima settimana, ha inciso negativamente sulla fiducia degli italiani nell’esecutivo guidato Enrico Letta, che cala di 4 punti scivolando al 25 percento (il 13 settembre era al 29 per cento). Se il governo Letta dovesse cadere, quasi la meta’ degli italiani (46%) preferirebbe tornare al voto. Puntano alle urne oltre due elettori su tre del Movimento 5 Stelle (70%) e di centrodestra (68%), e piu’ di un elettore su tre di centrosinistra (34%). L’ipotesi di un nuovo governo istituzionale, invece, piace al 19 percento degli italiani, mentre il 18 percento vorrebbe un ‘Letta-bis’ (a cui sarebbe favorevole anche il 37 percento degli elettori di centrosinistra).
CRISI, PER 41% ITALIANI PRIORITÀ GOVERNO ABBASSARE TASSE Il 41 percento degli italiani vuole l’abbassamento delle tasse al primo posto dell’agenda dell’esecutivo. A insistere su questo punto sono due elettori su tre di centrodestra (66%) e il 42 percento del Movimento 5 Stelle, mentre per il 45 percento del bacino elettorale di centrosinistra la priorita’ del governo dovrebbe essere la lotta all’evasione fiscale. Per il 35 percento degli italiani, ai primi posti dell’agenda dell’esecutivo dovrebbe esserci l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, che e’ anche ciò che hanno più a cuore quasi la metà degli elettori del Movimento 5 Stelle (49%) e il 44 percento di centrodestra. Segue la lotta all’evasione fiscale (34%), mentre a indicare come prioritaria la riforma della legge elettorale è il 18 percento degli italiani (e il 31% degli elettori di centrosinistra). Infine, gli investimenti sulle infrastrutture, ritenuti urgenti dal 9 percento degli elettori.





























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