La cultura italiana punta a rafforzare la propria presenza nel mondo. Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e il presidente della Società Dante Alighieri, Andrea Riccardi, hanno firmato a Roma, a Palazzo Firenze, un protocollo d’intesa per diffondere i valori culturali della Nazione e promuovere la conoscenza del patrimonio italiano nel mondo.
L’accordo prevede una serie di iniziative comuni nei Paesi in cui la Società Dante Alighieri è presente, spaziando dalle arti all’archeologia, dallo spettacolo dal vivo al cinema e all’audiovisivo.
La rete della Dante nel mondo
La Società Dante Alighieri può contare su una rete internazionale particolarmente estesa: 483 comitati in 73 Paesi, 277 centri di esame PLIDA per la certificazione della lingua italiana, 51 scuole e 110 presìdi letterari.
Una presenza capillare che rappresenta un importante punto di riferimento per la promozione della lingua e della cultura italiana all’estero, sia per le comunità italiane sia per gli stranieri interessati al nostro Paese.
Giuli: “Tenere vivi i legami con l’Italia”
Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha sottolineato il significato dell’intesa, definendola un’alleanza fondata su un obiettivo comune: “tenere vivi i legami spirituali dei connazionali all’estero con l’Italia” e rispondere all’interesse verso la cultura italiana presente in numerosi Paesi del mondo.
Per Andrea Riccardi, presidente della Società Dante Alighieri, l’accordo con il Ministero della Cultura apre invece la strada a nuove collaborazioni per portare il patrimonio culturale italiano nei Paesi nei quali la Dante è attiva.
Un ponte culturale con gli italiani nel mondo
L’intesa rafforza dunque il ruolo della Società Dante Alighieri come ponte tra l’Italia e il resto del mondo. Lingua, arte, patrimonio culturale, cinema, letteratura e tradizioni diventano strumenti per mantenere vivo il rapporto con gli italiani all’estero e, allo stesso tempo, far conoscere l’Italia a milioni di persone che guardano al nostro Paese con interesse e ammirazione.
Una collaborazione che punta a valorizzare il patrimonio italiano non soltanto come memoria del passato, ma come elemento vivo della presenza dell’Italia nel mondo.





























