Se i politici italiani sono lo specchio della nostra società

Prima di criticare gli altri facciamoci un esame di coscienza. Se gli italiani sono come sono, è tutta colpa della politica? Domanda retorica

Quante volte abbiamo sentito dire che i politici italiani fanno schifo? Il M5S nacque proprio da questa frase, il vaffa day. E ancora oggi insistono su questo tormentone: i loro programmi cambiano a seconda dell’onda da cavalcare, ma sul ritornello dell’antipolitica continuano ad alimentare la rabbia del popolo. Non vogliamo assolvere nessuno, ma, dopo quello che sappiamo della realtà quotidiana, ci chiediamo se in Italia siano solo i politici a fare schifo o se piuttosto i politici, almeno certi politici, siano alla fine i degni rappresentanti di chi li elegge.

In Italia le leggi ci sono, il vero problema è che nessuno le rispetta, vedi l’evasione fiscale, l’abusivismo, il furbetto del cartellino, l’imprenditore che ride al telefono dopo il sisma dell’Aquila, i falsi invalidi, la questione falsi residenti ad Amatrice, e potrei continuare con chi parcheggia in seconda fila, con chi non fa la raccolta differenziata, fino a chi raccomanda o si fa raccomandare per ottenere un incarico o un privilegio.

Chi è senza peccato scagli la prima pietra.

Una volante della polizia o dei carabinieri ci ferma al posto di blocco e ci trova in difetto per un comportamento scorretto: ecco che come bambini cominciamo a pregare l’agente di chiudere un occhio, e magari l’infrazione non è così grave e viene chiuso un occhio. Dobbiamo giustificare il controllore e condannare solo il controllato che non ha rispettato la legge? E che si sente autorizzato a pensare che il codice della strada si può ignorare? Mi spiace dovere ammettere che cose del genere in Australia non possono accadere.
Con questo mio ragionamento non intendo certo difendere i politici, che poi non fanno tutti schifo: non appartengo a quella schiera di persone che dicono che tutti sono uguali, è come dire che tutti gli italiani sono evasori, truffatori, e non è così.

«Abbiamo fatto l’Italia. Ora si tratta di fare gli italiani» la frase di d’Azeglio racchiude tutto il senso del mio discorso.

“Fare gli Italiani”, quindi, assumerci la responsabilità di una educazione sociale e civile lontana dai parametri dei Paesi più avanzati. Non possiamo dare tutte le colpe alla politica, non dico che non ne abbia, ma non possiamo limitarci a ciò, sono troppi gli italiani corruttori e disonesti. Diciamoci la verità, la politica può anche ricorrere ad altre mille leggi per stroncare certi fenomeni, ma rimane sempre il fatto che anche noi, individui e gruppi, dobbiamo essere persone migliori prima, e che rispettare le leggi dello Stato deve essere un comandamento fondamentale. Gli eletti rispettino le leggi e la nostra Costituzione; gli elettori, di oggi e di domani, facciano altrettanto.

Prima di criticare gli altri facciamoci un esame di coscienza. Se gli italiani sono come sono, è tutta colpa della politica? Domanda retorica.