Se il magistrato si dimette quando Silvio viene assolto – di Leonardo Cecca

Sempre di più mi convinco che l’aforisma di Mussolini "Governare l’Italia non è impossibile, è inutile" non sia una frase buttata a casaccio, ma da considerare alla pari di un postulato. Siamo il Paese ove si rispetta il diritto acquisito delle alte prebende, agevolazioni, privilegi e magna magna e dall’altra il diritto acquisito di morire di fame. Nessuno vuol mollare l’osso che ha addentato e lo difende con le più ridicole ed arroganti motivazioni.

Non difendo la nuova Legge di stabilità che pochi vantaggi porta insieme a tante tasse e che finirà per calarsi le braghe alla protesta degli enti periferici, i quali in fatto di corretta amministrazione poco ci magnano pur se c’è il magna magna.

Che dire della scelta dei romani di eleggere a sindaco una persona di provata incapacità amministrativa come è riportato nella lettera inviata a Marino dall’Università di Pittsburgh il 2/9/2002 nella quale si evidenziano "gravi sbavature" amministrative, pertanto ora i romani non si devono meravigliare se questo genio della finanza chiude delle strade invece di provvedere a farle riparare con la giusta spesa e nel contempo elargisce consulenze.

Abbiamo anche sindaci, vedasi Genova, che invece di ridimensionare lo stipendio a dirigenti incapaci elargiscono a costoro dei bonus; che dire poi di quei governatori che si stracciano le vesti per i tagli che la Legge di stabilità prevede per le regioni?

Questi signori parlano addirittura di chiudere degli ospedali ma, fino  ad oggi, non hanno minimamente accennato a ridurre stipendi, consulenze, auto ed ogni altra forma di spesa che ha solo il sapore di propaganda e ringraziamento verso gli amici.

Tanto per non lasciare scoperto nulla pensiamo alle varie poltrone che ha fatto fare apposta Renzi per accontentare gli amici ed alle assurde spese che le Camere hanno fatto alla faccia dell’austerità. Non mi sembra, ma forse mi sbaglio, che da qualche parte sia previsto un minimo di aumento delle pensioni da fame ed una riduzione di quei 30€ al giorno che vengono elargiti agli immigrati e una, seppur minima, riduzione alle pensioni inventate da "mortadella" per i ricongiungimenti; vabbè, forse si tratta sempre di diritti acquisiti.

A completare questo "idilliaco" quadro offerto dai nostri amministratori non poteva mancare, pur se al di fuori della cornice amministrativa, il solito "fulgido" esempio di "correttezza" da parte di qualche magistrato: a Milano recentemente c’è stata, da parte della Corte d’Appello l’assoluzione di Berlusconi sul caso Ruby, seguita subito dalle dimissioni di un magistrato della stessa Corte in quanto in disaccordo con la decisione presa. Dimissioni che il Presidente della stessa Corte ha definito incoerenti con le regole ordinamentali e deontologiche in quanto manifestano apertamente il dissenso del magistrato dimissionario con il verdetto. Vabbè, non facciamocene una tragedia in quanto alla fin fine il Presidente del CSM e il presidente di magistratura democratica sembra che non si siano accorti di nulla ed i partiti antiberlusconiani non si sono scandalizzati.

Purtroppo siamo arrivati alla deplorevole soglia che i magistrati si dimettono se non viene condannato Berlusconi. Che vergogna! Da peccatore incallito mi viene da pensare che qualche partito stia già pensando di accogliere "l’insigne" ex magistrato nelle proprie fila e di inserirlo nelle prossime liste elettorali. C’è da scommetterci.