Se Gianfranco Fini ha ancora il coraggio di parlare di politica – di Leonardo Cecca

Trascrivo alcune righe tratte dall’articolo "Quirinale Fini" del 23 gennaio, in cui si possono leggere dichiarazioni rilasciate da Gianfranco Fini al Fatto Quotidiano.

"Quando Berlusconi "è convinto – spiega Fini – non lo ferma nulla". "Politicamente" il patto del Nazareno "si spiega". "Cosa rischiava" Berlusconi "dopo la scissione con l’Ncd e l’estromissione dal Parlamento? La marginalità politica". Poi "è arrivato Renzi – conclude l’ex presidente della Camera – e gli ha offerto la possibilità di aver un ruolo fondamentale, di ridisegnare la Costituzione, la nuova legge elettorale, l’elezione del capo dello Stato".

Non sorprende affatto la disinvoltura con la quale Fini paventa "la marginalità politica" rischiata da Berlusconi e praticamente evitata, secondo il suo autorevole pensiero, con il patto del Nazareno, forse dimenticando, o meglio, facendo finta di non ricordare che tale patto fu stipulato il 18/1/2014, dopo qualche anno, cioè, che congiure di palazzo, attacchi della magistratura e tradimenti hanno portato Berlusconi a dimettersi.

Le date sono numeri certi e se Fini non le rammenta farebbe bene a ripassarsi un po’ la storia onde evitare altre brutte figure.

Per quanto concerne la totale marginalità politica, invece, a volte il destino è proprio crudele, pure se giusto, ed essa è arrivata proprio a chi voleva scalzare Berlusconi per occupare il suo scranno e per questo ha avuto incontri con Napolitano, che una volta raggiunto lo scopo l’ha scaricato; marginalità politica arrivata a chi ha fatto finta di non saper nulla del misero appartamento di Montecarlo, arrivando persino a giurare che se fosse stato provato l’acquisto da parte del cognato si sarebbe dimesso, dimissioni mai avvenute.

Anche per la questioncina di Montecarlo l’ex degli ex ebbe un valido sostegno da parte della sinistra, alla quale si era avvicinato: sinistra che trattò Fini con i guanti di velluto, con la stampa a lei compiacente, per poi scaricarlo come aveva fatto Napolitano.

Orbene, che un personaggio come Fini, che in vita sua, da quando aveva i calzoni corti, ha frequentato le sedi del M.S.I., che è stato trattato come un figlio da Almirante e che per ridicola vana gloria ha fondato e sfasciato partiti, che ha definito il fascismo "male di tutti i mali", che ha tradito il voto degli elettori…; che uno così ora si metta a parlare di emarginazione politica sfiorata da Berlusconi fa ridere, anzi, fa pena.