Scuola, mai più supplenti: e scatta la polemica

Il "pacchetto scuola" non ha ancora tagliato il traguardo, ma le polemiche gia’ accompagnano la sua corsa verso Palazzo Chigi. Il capitolo che per ora sta facendo piu’ discutere e’ quello con il titoletto "eliminazione delle supplenze". Ne ha parlato ieri il ministro Giannini a Rimini e le reazioni non si sono fatte attendere. "Il ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, dice che vuole eliminare i supplenti? Allora si metta all’opera, perche’ non deve fare altro che assumerli" replica l’Anief alla titolare del dicastero di viale Trastevere.

"Se le linee di indirizzo sulla scuola dovessero corrispondere all’intervento della Ministra Giannini al meeting di Comunione e Liberazione non ci sarebbe nulla di nuovo rispetto alle impostazioni fallimentari della ex ministra Gelmini" commenta il segretario generale della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo, che mette le mani avanti: "siamo pronti al confronto ma deve essere chiaro che non subiremo passivamente scelte che dovessimo ritenere sbagliate".

L’Unicobas annuncia lo sciopero della scuola per mercoledi’ 17 settembre, primo giorno nel quale saranno aperte tutte le scuole del Paese, perche’ ritiene "inaccettabile il progetto di riforma Renzi-Giannini" e neppure l’Usb dell’Emilia Romagna perde tempo decretando lo sciopero di un’ora di docenti e personale tecnico-amministrativo (Ata) "fin dal giorno del primo collegio docenti".

Sul piede di guerra gli studenti. "Non vediamo alcuna apertura del ministro a un dialogo con gli studenti per parlare del provvedimento" commenta la Rete degli Studenti medi, che non condivide la necessita’, rimarcata ieri dal ministro, "di far convivere scuola pubblica e paritarie come due mondi indispensabili l’uno all’altro": "la pubblica e’ stata massacrata negli ultimi anni ed e’ a questa – sostiene la Rete – che dovrebbe andare la massima attenzione del ministro". Il piano scuola "e’ una riforma che guarda agli interessi di pochi e non a quelli del Paese" sostiene l’Uds pronta a mobilitarsi nei prossimi mesi, a partire dalle manifestazioni studentesche del 10 ottobre.

Sul fronte politico, se la vice presidente della Camera, Marina Sereni (Pd) assicura che quella della scuola "non sara’ una riforma dall’alto", il segretario della Lega nord Matteo Salvini ironizza su Twitter: "Ministra dell’Istruzione: ‘Aboliremo le supplenze’. E se manca un professore? Fa lezione uno studente estratto a sorte??". Il coordinatore nazionale di Sel Nicola Fratoianni, invece, si dice preoccupato per "gli agostani annunci governativi": "la piu’ grande riforma di cui ha bisogno il nostro sistema formativo si chiama finanziamento" ammonisce. Intanto, i precari di "Ora basta!!!" e gli insegnanti "Quota 96" si preparano a scendere in piazza il 29: faranno sentire le loro ragioni mentre a Palazzo Chigi il premier Renzi illustrera’ quel che intende mettere in campo per "andare in direzione dei ragazzi, delle famiglie e del personale docente che e’ la negletta spina dorsale del nostro sistema educativo".