Santo Domingo, tenetevi forte: riapre l’ambasciata d’Italia (o quasi)

L’ambasciata italiana di Santo Domingo ha chiuso ormai 10 mesi fa. Quasi un anno trascorso tra enormi disagi, per gli italiani residenti nella Repubblica Dominicana, ma anche per gli stessi dominicani che hanno per un motivo o per l’altro uno stretto rapporto con l’Italia.

L’ufficio visti, gestito da terzi, è aperto solo da poche settimane e già sono tanti gli utenti che si lamentano del servizio. La comunità italiana nella RD è completamente abbandonata a se stessa dal 31 dicembre 2014, persino il rappresentante consolare che era stato incaricato di gestire alla meno peggio questa situazione si è dimesso, dicono lo abbiano visto scappare con le mani tra i capelli.

La comunità italiana della Repubblica Dominicana non ha mai smesso di lottare, di protestare, durante questi dieci mesi difficilissimi. Associazioni e movimenti locali hanno continuato a portare avanti la battaglia e forse qualcosa si sta muovendo.

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ItaliaChiamaItalia vi racconta in esclusiva dei rumors che chiamare notizie non sarebbe possibile, ma che certamente arrivano da nostre fonti diplomatiche molto fidate. Tenetevi forte: l’ambasciata d’Italia potrebbe riaprire. O meglio, il governo italiano starebbe pensando ad aprire in terra dominicana un consolato generale. Questo vorrebbe dire avere tutti i servizi consolari, tutti, di cui gli italiani hanno bisogno. Non ci sarebbe l’ambasciatore, ma questo ai connazionali interessa poco. Se poi l’Italia considera che non sia opportuno mantenere relazioni diplomatiche con una zona del mondo, quella dei Caraibi, in continuo sviluppo e ricca di opportunità di ogni tipo, beh, il giudizio va ai lettori.

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Avere un consolato generale a Santo Domingo sarebbe una salvezza. E comunque aprirebbe il cammino per poter tornare ad avere, un giorno, una ambasciata vera e propria. Ma senza le mele marce che vi hanno lavorato in passato e che hanno scatenato tutto questo inferno. Perché parte della colpa di tutta questa brutta vicenda ce l’ha sicuramente anche chi all’interno della vecchia sede diplomatica ha pensato solo ai cazzi suoi, per dirla con il senatore Antonio Razzi, e non all’interesse della comunità tutta.

Tempi possibili per l’apertura di un consolato generale? Sei mesi, forse otto. Non tantissimo. Arriverebbe proprio da palazzo Chigi l’intenzione di rimediare all’errore fatto. La Farnesina, invece, tiene il punto. Il ministero degli Esteri non ritiene di dovere ritornare sulle proprie decisioni, ma l’esecutivo pare abbia capito che in questo modo non si può continuare. La sentenza del Tar, inoltre, contraria alla decisione del governo di chiudere la sede diplomatica tricolore, ha lo sguardo puntato in modo minaccioso proprio contro palazzo Chigi. Che a questo punto preferisce riaprire la sede, o come detto optare per l’opzione di un consolato generale, spiegando di avere capito lo sbaglio commesso, dopo avere chiesto scusa, piuttosto che essere obbligato a farlo perché glielo impone una sentenza. A cercare di sbloccare la situazione ci sarebbe lo stesso presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

Quanto ci sarà di vero nelle indiscrezioni raccolte da Italiachiamaitalia.it non possiamo saperlo ora. L’unica cosa da fare è aspettare. Certo è che la comunità dei Caraibi continuerà a fare sentire la propria voce e non mollerà fino a quando sul territorio torneranno i servizi consolari di cui i nostri connazionali hanno pieno diritto. (RF)