Santo Domingo, dal Tar uno schiaffo alla Farnesina – di Luca Pellegrini

Ho letto la sentenza 09731/2015 del TAR del Lazio e non poteva che farmi piacere la decisione finale che, dichiarando illegittimo il D.P.R. 25 giugno 2014, praticamente “ordina” la riapertura dell’Ambasciata d’Italia in Santo Domingo. Ma e’ nel testo della sentenza dove si concentrano i passaggi più stimolanti di questa decisione. Prima di tutto la difesa dell’Avvocatura di Stato. Insulsa, senza logica: si sono trincerati, anzi vigliaccamente nascosti, dentro la spending review, hanno avuto l’idea veramente geniale di voler screditare gli opponenti adducendo che non avevano “qualitá legali” per rappresentare la comunitá italiana e di conseguenza tantomeno per presentare il ricorso. I cosiddetti “dubbi in ordine alla legittimazione delle Associazioni ricorrenti”…

SANTO DOMINGO, SENTENZA TAR: LEGGI TESTO INTEGRALE

Non contenti della loro “sagacia” pretendevano pure di presentare il D.P.R. come atto politico (quindi non sindacabile) o di alta amministrazione (poco sindacabile), cioé , in pratica, volendo “imporre” le loro decisioni scellerate, come in buona tradizione del ventennio.

Dulcis in fundo, uno sproloquio sulle proprietà demaniali nel quale, tra l’altro, si conferma la proprietà di 3 terreni. Bingo!! Finalmente non sono più due, ma appunto 3. Il terzo si trova nella Penson tra la Lincoln e la Tiradentes ed ha numerosi cartelloni pubblicitari affissi alla recinzione che tappano, sì, tappano il cartellino che dice “proprietà del governo italiano”. Mi piacerebbe sapere perché la presenza di questi cartelloni e soprattutto chi ne incassa i proventi dall’agenzia che li gestisce.

Le risposte dei magistrati incaricati sono state perle di saggezza sia all’avvocatura, ma e soprattutto a tutti coloro che sono stati artefici o fautori di questa vergognosa decisione. Tra gli altri: Monti, Letta, Renzi, nonché ministrucoli vari.

Infatti nella sentenza si rimarca come questa decisione sia (citando): “concreta, puntuale e direttamente lesiva degli interessi dei residenti italiani nella Repubblica Dominicana”; “eccesso di potere per illogicità manifesta” (cioé chi ha pensato e chi ha perpetrato questa decisione ha seri problemi di demenza, ndr); “oltre a porsi in palese violazione del criterio dell’invarianza dei servizi, indicato nel decreto legge sulla spending review di cui vorrebbe costituire attuazione, appare illogica ed incoerente”; “senz’altro da escludere che tale soppressione possa compensarsi con la presenza di un Consolato Generale Onorario”; “il Ministero ha omesso qualsivoglia indicazione in ordine ai criteri sulla base dei quali ha individuato proprio la sede di Santo Domingo. Ventesima Ambasciata d’Italia nel mondo”.

E ancora: “Il vantaggio che si dichiara in termini economici non è correttamente calcolato, dovendosi inevitabilmente computare i maggiori costi”; “ancora più distante dai canoni di ragionevolezza la scelta operata”.

Mi fermo qui. Possibile che nessuno dei tre premier e vari ministri e vice ministri che ci hanno girato intorno non si siano accorti che la cosa non andava? Mi chiedo da chi siamo governati. Queste ragioni, tra l’altro, sono le stesse che la comunità italiana ha continuamente, in differenti occasioni e da tantissime parti, criticato al MAE. Io stesso ho scritto al Ministero rinfacciando loro la follia di questa decisione. La risposta, quando c’era, era sempre la stessa: “spending reviú”, consolato onorario, come un disco graffiato ripetevano le stesse cose a pappagallo. Poi hanno addirittura smesso di rispondere… bontá loro.

Ricordo che questa fu una decisione maturata dal governo Monti, lo stesso che maturò la scelleratezza delle pensioni, e che per la seconda volta si vede ricacciare indietro parti di quell’obbrobrio che chiamò “Decreto Salva Italia”. Ora il governo Renzi ignora questa sentenza. Il sottosegretario agli Esteri Mario Giro, raggiunto da ItaliaChiamaItalia, ha declinato ogni commento e, a distanza di una settimana, ancora non risulta una presa di posizione. Ne’ ufficiale ne’ ufficiosa. A parte i soliti opportunisti che opinando adesso pretendono di cavalcare la tigre… ma non hanno mai avuto voce in capitolo.

C’é da temere che, come con le pensioni, il governo in carica ignori detta sentenza e invece di restituirci l’Ambasciata ci dia il contentino di un Consolato Generale Onorario. E amen.