Santa Caterina e l’arrivo dei pifferai a Roma il 25 novembre

Santa Caterina rappresenta uno dei simboli del Natale. Secondo l’antica tradizione le sue mani si curvavano per contare i giorni che separavano la sua ricorrenza dal Natale

Atmosfere natalizie e tradizioni romane. Santa Caterina e l’arrivo dei pifferai a Roma il 25 novembre. La Santa è molto popolare nella capitale. Il suo nome ricorre in numerosi proverbi a tema meteorologico: “Pe’ Santa Caterina la neve su la spina”; “Er medesmo tempo preciso che ffa er giorno de Santa Caterina lo ffa er giorno de Natale”.

Il 25 novembre, data in cui ci celebra la ricorrenza, era il giorno in cui i pifferai arrivavano in città e veniva considerato dai romani come l’inizio della stagione fredda. Si cominciava ad addobbare la casa per l’inverno e per le feste natalizie ormai vicine. Si accendevano i bracieri per il riscaldamento, e alle porte delle case di persone agiate si poneva una stuoia.

I pifferai erano dei suonatori che scendevano per le strade di Roma dalle sponde del fiume Liri, indossando il tradizionale costume ciociaro. Un mantello rattoppato di pelle di pecora, un alto cappello decorato con piume e nastri, le gambe avvolte da strisce di panno. In genere si trattava di un gruppo di tre persone: un piffero, una zampogna e una voce solista.

Si fermavano a suonare davanti alle immagini sacre, alle chiese e alle case. Dopo l’Unità d’Italia furono allontanati con decreto prefettizio, poiché a molti davano fastidio poiché suonavano fin dalle prime ore del mattino. Dopo qualche anno la tradizione è stata ripristinata fino ai tempi attuali.

Fino allo scorso anno, quando ancora non c’era l’emergenza covid, giravano per le strade dei quartieri più centrali e per i mercati.

Santa Caterina, invece, rappresenta uno dei simboli del Natale. Secondo l’antica tradizione le sue mani si curvavano per contare i giorni che separavano la sua ricorrenza dal Natale. Infatti, nella Basilica di San Clemente c’è proprio un’immagine della Santa mentre viene ritratta nell’atto di curvare le sue mani una dopo l’altra.

Nella capitale Caterina viene ricordata in numerosi affreschi e le sono state dedicate alcune chiese: Santa Caterina dei Furnari, in via dei Furnari nel rione Campitelli, Santa Caterina della Rota in via San Girolamo della Carità, Santa Caterina da Siena, in via Latina, Santa Caterina da Siena in via di Monserrato, Santa Caterina da Siena a Magnanapoli e la cappella dedicata a Santa Caterina in piazza Santa Chiara.