Salvatore Martello (sindaco di Lampedusa): “Sull’isola sono diminuiti gli sbarchi”

“Per me non c’è nessun dispositivo che ci imponga di chiudere il porto. Se arriva un dispositivo da parte del ministro Salvini che chiude il porto ne prendiamo atto”

Salvatore Martello, sindaco di Lampedusa, presidente del Consorzio pescatori Lampedusa e Linosa, è intervenuto a Radio Cusano Campus per fare il punto della situazione sull’emergenza sbarchi sull’isola siciliana e per commentare il decreto sicurezza bis.

La visione degli italiani su Lampedusa: “L’esposizione mediatica crea confusione nella testa degli italiani che pensano che la realtà sia come quella che viene descritta, ma spesso quello che viene descritto non corrisponde alla verità. Immaginano un’isola invasa dai migranti, in preda a un’emergenza umanitaria, con chissà quanti migranti sulle spiagge e a fare il bagno. Ma non è questa la realtà”.

Il sistema di accoglienza: “Ci sono gli sbarchi, è vero, ma c’è anche un sistema di accoglienza collaudato negli anni. Le persone che arrivano a Lampedusa vengono portate nell’hot spot e in 48 ore vengono trasferite sulla terra ferma. Oggi nell’hot spot non c’è nessuno, questa settimana non abbiamo avuto sbarchi”.

Gli sbarchi: “Gli sbarchi sono aumentati, è diminuito il numero delle persone che sono sbarcate a Lampedusa. La diminuzione dei migranti è cominciata nel 2017, e nel 2017 sono arrivate meno persone rispetto al 2016. È un flusso che nel tempo ha avuto un calo. E’ una questione fisiologica. Ma il fenomeno dei migranti non finirà. Ultimamente ne arrivano più dalla Tunisia che dalla Libia. Gli sbarchi ci sono tutti i giorni, si fermano solo quando c’è il maltempo e quindi il mare agitato”.

Porti aperti del sindaco Martelli: “Per me non c’è nessun dispositivo che ci imponga di chiudere il porto. Se arriva un dispositivo da parte del ministro Salvini che chiude il porto ne prendiamo atto, ma fino ad oggi un dispositivo del genere non c’è”.

Sul decreto sicurezza bis: “Il decreto è scritto in modo sbagliato. E’ vero che il decreto è rivolto alle Ong ma in realtà colpisce anche i diportisti, i pescatori, tutti coloro che hanno un’imbarcazione. Se soccorrono persone in difficoltà in mezzo al mare rischiano il sequestro del mezzo e la multa. E’ sbagliato. Il problema è che c’è un istigazione a contraddire una regola che riguarda il codice della navigazione. E’ un decreto che contrasta un principio fondamentale sulla navigazione, che è la regola del salvataggio. Il codice della navigazione non guarda la nazionalità, il colore: tu marinaio o tu pescatore se in mezzo al mare incontri una persona in difficoltà la devi salvare. Negli anni passati ai pescatori è capitato molto spesso di aiutare migranti in mezzo al mare in difficoltà, ultimamente no. Quando li avvistano i pescatori chiamano la capitaneria di porto e aspettano che arrivi per metterli in salvo”.

Sul ministro dell’Interno Salvini: “Non ho mai avuto un confronto con il ministro Salvini. Questo Governo non ha mai accettato un incontro con il comune di Lampedusa. Salvini è venuto sull’isola due anni fa, prima delle elezioni amministrative del 2017, durante la campagna elettorale. Da Ministro mai. Ho chiesto in qualità di sindaco di incontrarlo per conoscere il destino di Lampedusa, non ho mai avuto una risposta. Ho smesso di cercarlo. Da buon cittadino aspetto che il governo si pronunci. Ho capito che Lampedusa non fa parte della geografia politica italiana perché quando si continua a dire che gli sbarchi sono cessati e invece i migranti continuano a venire significa che noi non facciamo parte dell’Italia”.