"In quella frase c’e’ il riconoscimento nei confronti di una persecuzione, c’e’ il riconoscimento della Shoah. Spero ci siano ebrei di buon senso, altrimenti e’ uno stato etico dove non si puo’ dire piu’ niente". Cosi’ Alessandro Sallusti, direttore del Giornale, a La Zanzara su Radio 24. "Se uno offende e’ un conto – dice Sallusti – ma questo e’ un paragone, come quando diciamo ‘mi hanno messo in croce’, oppure ‘quella sconfitta e’ stata una Caporetto’. E’ un modo di dire".
E sui figli dell’ex premier il direttore aggiunge: "E’ vero che i figli sono perseguitati. Appena si e’ detto che Marina scendeva in campo gliene hanno dette di tutti i colori. Hanno anche aumentato la scorta per serie preoccupazioni sulla famiglia". "Come Berlusconi – conclude Sallusti – anche Papa Francesco, che viene cosi’ tanto osannato, spoglia la Chiesa da bigottismo e retorica. E’ la stessa cosa".































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