Romagnoli (MdL): “Con il Nutri-score a rischio l’export made in Italy”

. I prodotti d’eccellenza coinvolti sono, in particolare, il parmigiano-reggiano, il prosciutto di Parma, l’olio extravergine d'oliva, ma non solo

On. Massimo Romagnoli, fondatore e presidente MdL - Movimento delle Libertà

Il Presidente del Movimento delle Libertà, On. Massimo Romagnoli, da sempre sensibile alle tematiche della difesa dei prodotti italiani e del Made in Italy in genere, è voluto intervenire sulla questione su cui si dibatte e che riguarda il sistema di etichettatura dei prodotti alimentari denominato Nutri-score.

“Mentre giornalmente tutti noi, e coloro i quali ancora se lo possono permettere, gustiamo le prelibatezze tipiche della nostra Italia, in Europa c’è qualcuno che vorrebbe dirci che facciamo qualcosa di sbagliato e attraverso un’etichetta, vorrebbe valutare i prodotti alimentari in base ad una scala di valori”. Così esordisce Romagnoli.

“Anche se ciò potrebbe sembrare un argomento leggero, tale aspetto coinvolge, invece, un importante settore della nostra economia che la normativa europea rischia di mettere fuorigioco entro la fine del 2022”.

Nutri-score, infatti, è un sistema di etichettatura dei prodotti alimentari sviluppato da un gruppo di ricercatori universitari francesi denominato EREN,ideato per semplificare l’identificazione dei valori nutrizionali di un prodotto alimentare attraverso l’utilizzo di due scale correlate: una cromatica divisa in 5 gradazioni dal verde al rosso, ed una alfabetica, comprendente le cinque lettere dalla A alla E.

Il Presidente del MDL così prosegue: “Attualmente, la normativa UE non consente di imporre il proprio sistema di etichettatura degli alimenti a titolo obbligatorio. Ciò nonostante, nel contesto della strategia Farm to Fork, l’Unione Europea propone un’etichettatura nutrizionale obbligatoria per tutta l’Europa entro il 2022 e Nutri-score è uno dei sistemi candidati”.

Ad oggi, a sostenere l’etichetta Nutri-score sono almeno 6 Stati membri dell’Unione: la Francia, il Belgio, la Germania, la Spagna, i Paesi Bassi, ed il Lussemburgo. Iniziative analoghe sono in procinto di essere varate anche in Portogallo, Austria e Slovenia.

Nel merito, è facile ipotizzare che questa etichettatura potrebbe mettere a rischio e colpire le esportazioni agroalimentari del made in Italy. I prodotti d’eccellenza coinvolti sono, in particolare, il parmigiano-reggiano, il prosciutto di Parma, l’olio extravergine d’oliva, ma non solo. Tutti destinati in classe D. Prodotti ultra-lavorati e ultra-raffinati dei colossi globali dell’alimentazione sarebbero, di contro, promossi con valutazioni da classe A.

A detta dell’On. le Romagnoli da sempre coinvolto nella difesa dei prodotti italiani e degli imprenditori del settore, e che con una buona dose di documentazione ha approfondito la questione, “si resta davvero basiti nell’apprendere che le bibite dietetiche sono state maggiormente classificate dal Nutri-score rispetto,ad esempio, all’olio d’oliva”.

Secondo il Presidente del Movimento delle Libertà, l’etichettatura Nutri-score francese come quella a semaforo, già adottata nel Regno Unito, “andranno ad influenzare il consumatore europeo e, volendo essere maliziosi, sembra essere un sistema congeniato in funzione antitaliana che appare, tra l’altro, fuorviante e discriminatorio”. “Un sistema, continua Romagnoli, volto ad escludere dalla dieta, alimenti sani e naturali, da secoli presenti sulle nostre tavole, e che favorirebbe, al contrario, prodotti artificiali e a basso costo che saranno spacciati per salutari”.

Inoltre “così si rischia di promuovere cibi spazzatura con edulcoranti al posto dello zucchero e di sfavorire prodotti come l’olio extravergine di oliva considerato il simbolo della dieta mediterranea, ma anche altre specialità tipicamente italiane come il Grana Padano, il Parmigiano Reggiano il prosciutto di Parma, ecc”.

Alcune fonti rilevano che l’etichettatura nutrizionale a colori e a semaforo, potrebbe bocciare quasi l’85%del Made in Italy a denominazione di origine (Dop/Igp) che la stessa Unione Europea dovrebbe, al contrario, tutelare e valorizzare.

Per contrastare tale disegno cervellotico oltre che dannoso, secondo l’On. le Romagnoli “occorrerebbe che la politica e il nostro governo si facessero sentire e si schierassero fortemente a difesa degli interessi nazionali, dei nostri prodotti alimentari tradizionali, delle nostre imprese, del made in Italy in genere. L’Italia, dovrebbe tornare a svolgere un ruolo di leadership in seno all’Unione e non vedersi penalizzata e declassata”.

Quello di cui si sta discutendo, ma soprattutto ciò che potrebbe mutare entro la fine del 2022, sta a testimoniare la bontà del progetto del Movimento delle Libertà – iniziativa lanciata dal dott. Massimiliano Lo Savio, candidato MDL al Parlamento – riguardo alla costituzione delle Consulte.

Tali organismi che ricordiamo, dovranno avere carattere consultivo, andranno ad affiancare il lavoro del Movimento per i settori strategici già identificati (moda, design, turismo, cultura, imprenditoria, ecc.), nonché nella preparazione dei futuri candidati alle elezioni dei Comites. Nel campo della ristorazione, la Consulta, agirà a sussidio della tutela e valorizzazione della tradizione enogastronomica nazionale, del suo stile alimentare, delle sue produzioni agroalimentari, contribuendo, altresì, nella vigilanza nella lotta alla contraffazione del marchio italiano.