Roaming telefonico, lo specchio di una Ue che così non funziona – di Vincenzo Donvito

ca. 2002 --- Telephone Cord Surrounding Globe --- Image by © Royalty-Free/Corbis

Il Parlamento europeo aveva votato perche’ il roaming telefonico fosse abolito entro il 15 dicembre 2015. Ma la presidenza dell’Ue (italiana per la turnazione semestrale) ha preso atto della contrarieta’ di diversi Paesi membri (dietro i quali non si possono escludere le lobby dei giganti delle tlc) e, per il momento, ha spostato la data al 15 dicembre 2016.

Proprio oggi e’ fissato un incontro di routine in merito, ma siamo strasicuri che non ne verra’ fuori nulla.

La politica del “rimando” e’ la preferita, soprattutto quando si tratta di situazioni in cui possono trovare vantaggio i consumatori, e chi ha straguadagnato da contesti normativi assurdi aveva attinto – e continua ad attingere – a man bassa dalle tasche dei consumatori. E cos’altro e’ la “gabella” del roaming che bisogna pagare quando si usa il proprio telefonino al di fuori dei confini nazionali in cui si e’ stipulato il contratto, soprattutto in un contesto di Unione Europea?

Ed e’ qui cio’ su cui vogliamo porre l’attenzione: il deficit di democrazia istituzionale dell’Unione Europea, deficit rispetto al quale le spese e gli svantaggi ricadono sempre sugli ultimi anelli del sistema, i consumatori nella fattispecie.

In qualunque assetto istituzionale, quando il Parlamento prende una decisione, per non attuarla o per stravolgerla, occorre un’altrettanta decisione parlamentare o un referendum popolare. In Unione Europea non e’ cosi’. Il Parlamento decide e la Commissione fa cio’ che crede. Commissione che, tra l’altro, non e’ espressione del voto degli europei, ma di governi nazionali votati da cittadini nazionali perche’ difendano gli interessi della specifica nazione. Se qualcuno vuole (e ce ne sono anche in Parlamento Europeo) il trionfo degli Stati nazionali modello secolo scorso, fate pure, ma con la consapevolezza di tutti i danni e morti che questo modello ha provocato, le cui ferite non sono ad oggi per niente rimarginate (antisionismo,  guerre di tutti i tipi, la disperazione della migrazione, etc.).

Certo, noi qui stiamo scrivendo sul roaming telefonico e non abbiamo gli strumenti per stimolare chi di dovere perche’ cambi l’assetto istituzionale dell’Ue. Ma, per meglio capire l’imbuto in cui si sono infilati anche i piu’ semplici diritti economici dei cittadini europei, serve ricordare l’assurdita’ di questa vicenda e della sua non-evoluzione o, meglio, della sua evoluzione in uno specifico senso: perche’ in un’Europa della moneta unica, delle frontiere valicate senza documenti, di tanti diritti economici gia’ omogenei, bisogna regalare soldi alle aziende tlc a fronte di spese -tecnologia docet- che sono del tutto identiche sia che si telefoni nella propria nazione che oltre essa?

*presidente Aduc/Associazione per i diritti degli utenti e consumatori