Riforme, ‘scricchiola’ il patto del Nazareno: Grillo al posto di Berlusconi?

"’Il Patto del Nazareno scricchiola’ dice Renzi parlando di Riforme, che incassa il coinvolgimento dei 5Stelle nell’elezione alla Consulta, riuscita, della giurista di area Pd Giuliana Sciarra". La cronaca è su La Stampa: "Dopo venti fumate nere, il primo tentativo messo in campo coinvolgendo i grillini dentro lo scacchiere va a segno e sortisce una fumata bianca nel Parlamento riunito in seduta comune: la giurista Silvana Sciarra di area Pd supera la prova e ottiene 630 voti, 70 in piu’ del quorum e viene eletta giudice costituzionale. La candidata di area Forza Italia per la Consulta, Stefania Bariatti, invece non ce la fa e si ferma a 493 voti, scontando la spaccatura dei berluscones con 45 assenti di Forza Italia e la defezione dei 5Stelle.

Assume una grande portata l’impatto politico di questo voto, che fa registrare pure l’elezione con 537 si’ di Alessio Zaccaria, indicato dai pentastellati come membro laico del Csm. Specie se lo si collega alla convergenza in commissione al Senato tra Pd e 5Stelle sulla responsabilita’ civile dei giudici, che provoca le dimissioni di Sacconi da capogruppo Ncd poi rientrate previa assicurazione di Renzi che non ci saranno maggioranze variabili. Ma soprattutto se si associa questo inedito ‘evento’ allo stallo sulla legge elettorale che fatica a sbloccarsi.

‘Il patto del Nazareno scricchiola, altro che’, ammette Renzi, che ora puo’ far pesare a Berlusconi un fatto totalmente nuovo, impensabile un mese fa quando i grillini si abbarbicavano mezz’ora nelle urne prima di votare per fare ostruzionismo: con loro, pur faticando non poco, si puo’ determinare una maggioranza alternativa per le questioni istituzionali. Ma in casa Pd la partita della Consulta viene vissuta come possibile prova generale di un futuro voto per il Colle o anche per una nuova legge elettorale. Berlusconi ne esce indebolito, il suo partito dimostra scarsa affidabilita’ a tenere fede ai patti. Insomma, da ieri si e’ visto che il patto Pd-Forza Italia non e’ la sola strada percorribile. Dunque l’ex Cavaliere e’ avvisato. ‘Solo cosi’ e’ stato possibile dare seguito ai numerosi appelli del presidente Napolitano e al tempo stesso consentire alla seconda forza del Parlamento di uscire dall’isolamento politico’, fa notare il capogruppo del Pd Roberto Speranza".

Nel retroscena si parla di "premesse di un clamoroso cambio di maggioranza istituzionale, Grillo al posto di Berlusconi. Un’operazione che e’ stata preparata con cura da Matteo Renzi, confezionata grazie a due mediatori parlamentari, un democratico e un ‘grillino’. Attraverso di loro il presidente del Consiglio ha chiesto il coinvolgimento e il via libera direttamente a Beppe Grillo, che lo ha dato. Una prima volta significativa. Tra i due non c’e’ stata nessuna telefonata clandestina, ma un accordo informale che consentira’ ad entrambi di restare ‘nemici come prima’, ma che potrebbe aprire la strada a nuove intese di ‘alto profilo’. E intanto il presidente del Consiglio e’ andato all’incasso a modo suo: mandando messaggi in codice a Berlusconi. All’assemblea dell’Anci, ad un sindaco che aveva fatto una battuta, Renzi ha risposto con la battuta sul patto del Nazareno che ‘scricchiola’. Chiaro il messaggio. Enfatizzando pubblicamente le difficolta’ del patto, il premier prova a scuotere il Cavaliere, a fargli capire che non e’ insostituibile.

Dunque, se Berlusconi dovesse sfilarsi – il messaggio e’ confermato da Giachetti – Renzi e’ pronto a cambiare cavallo. Non solo sulla riforma elettorale. Ma anche per l’elezione del prossimo Capo dello Stato. Un appuntamento imperdibile per Berlusconi in cerca di ri-legittimazione e che infatti il Cavaliere vorrebbe giocare da ‘grande elettore’".