RIFORME | Legge elettorale, Zingaretti: “La soglia del 5% non è discutibile” [VIDEO]

Parla il segretario del Pd in conferenza stampa: "Terreno favorevole nella maggioranza, aperto confronto con opposizioni su riforme"

“E’ possibile costruire un Paese nuovo che risponda a questa voglia di riscatto presente tra le persone. Oggi apriamo il cantiere istituzionale. Credo che questa nostra iniziativa incontri un terreno favorevole nella maggioranza, ma è un contributo che rivolgiamo alle opposizioni”. Così il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, in occasione della presentazione della proposta di riforma costituzionale del Pd.

“Berlusconi – ha proseguito Zingaretti – ha già esplicitamente dato una disponibilità ad aprire una discussione utile al rinnovamento delle Istituzioni, non c’è una chiusura pregiudiziale dei leader della Destra italiana, Meloni e Salvini, nell’aprire un confronto su modelli diversi. Apriremo un confronto con i costituzionalisti ed il mondo della cultura”.

Il Pd presenta dunque la sua proposta di riforma costituzionale per superare il bicameralismo perfetto. In conferenza stampa presenti il leader del partito Nicola Zingaretti, il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini e i deputati Pd Andrea Orlando e Graziano Delrio.

Per il segretario dem la crisi che ha imposto la pandemia ha cambiato l’attenzione degli italiani verso temi che fino a ieri erano marginali alla vita di tutti i giorni. C’è una voglia di riscatto, spiega ancora Zingaretti, che “non possiamo lasciare fuori”, è arrivato il momento di promuovere “un modello economico e sociale più inclusivo, un nuovo modello produttivo e un nuovo sistema di rapporti tra Stato e imprese, meno burocratico e che dia slancio alla competitività con gli investimenti nel digitale e nella green economy”.

Sul tema della riforma elettorale, Zingaretti ha poi detto che la soglia del 5% non è discutibile: “Quel 5% non è messo a caso ma è il giusto correttivo di un proporzionale che dia stabilità al governo. Non è un numero figlio della casualità. Ma figlio del confronto politico. È una delle condizioni per andare avanti, non ci sono margini di discussione”.