Ricordare ancora l’11 novembre? – di Giuseppe Fiamingo

L’11 novembre é festa nazionale in Belgio ed in Francia per ricordare l’armistizio firmato lo stesso giorno del 1918 dalla Germania e che mise fine alla prima guerra mondiale. Ritengo che in un’Europa ormai unita non abbia alcun senso festeggiare una data che segna una vittoria di alcune nazioni contro altre. Ricordiamoci che l’umiliazione subita dalla Germania e le durissime condizioni poste dagli alleati a seguito della resa di questa nella prima guerra mondiale, furono le cause all’origine del riarmo e poi del revanscismo della Germania nazista e che portarono allo scoppio della seconda guerra mondiale. Non a caso la Germania nazista volle che la resa della Francia occupata fosse firmata nello stesso vagone ferroviario dove fu firmato l’armistizio del 1918.

L’anno prossimo si celebreranno i cento anni dallo scoppio della prima guerra mondiale 1914-18, a cui l’Italia – dopo aver cambiato l’iniziale schieramento che la vedeva nella triplice alleanza con l’impero germanico e quello tedesco – aderì dal lato della triplice intesa, a fianco della Francia e dell’Inghilterra, soltanto il 24 maggio 1915.

Oramai non vi é più in vita alcun reduce della prima guerra mondiale, ma ricordiamo sempre con tristezza ed orrore i sedici milioni di morti ed i venti milioni di feriti che questo conflitto provocò, di cui molti con nuove armi micidiali come i gas tossici.

Piuttosto che festeggiare la capitolazione di una nazione rispetto ad altre, sarebbe salutare e costruttivo dare maggior risalto, soprattutto tra i giovani, alla  giornata universale della Pace (fissata dalla Chiesa cattolica il 1° gennaio), rendendola non confessionale, e facendola celebrare sia dall’ONU che dall’UE, visto che la pace tra i propri membri é uno dei fattori costitutivi di queste organizzazioni internazionali.