REPUBBLICA DOMINICANA | Quisqueya, i tesori della foresta

E' dove finisce la spiaggia che comincia il vero incantesimo della Repubblica Dominicana, la foresta. Una incredibile sacca di mistero e di magia animata da milioni di specie

Non solo tropico. E’ dove finisce la spiaggia che comincia il vero incantesimo della Repubblica Dominicana, la foresta. Una incredibile sacca di mistero e di magia animata da milioni di specie, orchidee silvestri, rampicanti, fiori selvatici, piante esotiche, alberi giganti, licheni e liane, bacche e frutti. E piante medicinali.

Qui crescono le dodici regine delle erbe curative del Pianeta in un contesto inestimabile di tredicimila piante officinali, di cui oltre 450 autoctone. Un serbatoio formidabile di principi attivi da far quasi concorrenza all’Amazzonia.

In supporto al patrimonio verde ci sono minerali e composti organici con potenzialità più intense che altrove. Sembra che c’entrino i campi magnetici, che in queste zone ubriacano le bussole e tradiscono i naviganti. Fatto sta che vien fuori una farmacopea indigena straordinaria che pare contribuisca anche alla longevità dei dominicani, intorno ai cento anni.

Appena si profila un acciacchino, si va a casa dalla mamma che prepara il the rituale, poi subito a letto e l’indomani (nei casi gravi dopo due giorni) ci si alza freschi come fringuelli.

Il “the” dominicano è qualcosa di speciale: un mangia-e-bevi denso e bello caldo, fatto con tutte le erbe che il caso richiede. Le ricette non si contano, e possono arrivare a contenere fino a una dozzina di erbe diverse, tra cortecce, foglie, gambi, pezzi di frutti. Il tutto, ovviamente, a costo zero.

Dal contadino analfabeta all’ingegnere smaliziato, i dominicani le loro piante le conoscono bene e molti se le coltivano nell’orto. Tra le grandi risorse universalmente riconosciute, il Noni (Morinda Citrifolia), grande rimedio trasmigrato dalla medicina popolare dei kahuni (gli sciamani della Polinesia), che cura 101 malattie diverse, non una di meno. Qui cresce spontaneo e la sua fama e’ arrivata fino a noi con libri, pubblicazioni di medicina alternativa e, in alcune farmacie, perfino il succo (quasi) fresco per una curetta alla svelta tra le mura domestiche. Qualcuno col Noni ci cura anche il gatto, e pare che la risposta sia buona.

Nella farmacia naturale dominicana c’e’ tutto: la pianta grassa per la sordita’, quella per la gastrite, per gli occhi c’e’ il mamey zapote (un frutto cremoso dalla polpa color mandarino), poi foglie e bacche per ritrovare le forze, per la gripe (influenza), per la febbre, il mal di schiena, di pancia, di reni.

Per la bellezza invece si va al colmado (droghiere) o al supermercato e il listino e’ sbalorditivo. Problemi di pelle? La cura base e’ la crema di cacao fatta col cacao dominicano, cioè il più buono del mondo. La savila (Aloe vera) e’ per scottature, punture d’insetti, piccole ferite, imperfezioni, rigenerazione, rughe.

Altra risorsa, la crema di bava di lumache. In diverse lavorazioni, quasi tutte artigianali e con il nullaosta delle chiocciole (pare che il furto perpetrato sia indolore) e per chi non lo sapesse, cioè con ogni probabilità la maggior parte degli abitanti della Via Lattea, lo sperma di balena è number-one per la giovinezza della pelle. Non c’è paragone che tenga, o per lo meno è quello che si dice.

A botta calda verrebbe qualche giusta domanda su questioni pratiche, come per esempio i sistemi di approvvigionamento della materia prima, soprattutto circa la metodica di estrazione. E trattandosi di animali giganti come le balene c’e’ da andare un po’ in confusione.

Ma la panacea e’ l’olio di cocco. Oltre a friggerci i gamberetti, si ammorbidiscono i capelli, si cucina il guacamole, si infila in un’infinita di ricette di cucina e di bellezza, ed e’ un classico per i massaggi al corpo: dona elasticita’ alle tette e ai muscoli delle gambe. E il profumo e’ inebriante.

Invece, per lo scrub che toglie dal corpo le cellule morte, tre le formule naturali a scelta: mais triturato fine, caffe’ macinato, zucchero di canna.

L’elenco e’ lungo, ma va citata la crema di Pitahaya, o Frutto del Drago, una specie di carciofo rosso, tra l’altro molto buono da mangiare, ultraricco di vitamine e supernutrienti (meno di tre euro il vasetto maxi, ed e’ tra i prodotti piu’ cari, per dire). Dicono che sia il segreto della splendida pelle dei dominicani (maschi e femmine) morbida e liscia come la seta. Una pelle, spettegola maliziosamente qualche turista, che e’ un invito a fare l’amore anche per i meno propensi. Ya tu sabes (adesso lo sapete).