Renzi sempre più contestato, il vento sta cambiando – di Antonio Gabriele Fucilone

C’è la sensazione che il vento sia cambiato. Matteo Renzi non ha più quella capacità di fascinazione, che forse è stata inflazionata a livello mediatico. Ricordo, infatti, alle elezioni del 25 maggio scorso il Partito Democratico ha sì preso il 42%, ma ha votato solo il 58% degli italiani aventi diritto al voto. Il restante 42% si è astenuto. Quindi, facendo due calcoli, il Partito Democratico ha preso il 23%, se si tiene conto della totalità di coloro che avevano diritto di votare. In pratica, il Partito Democratico ha preso più o meno la stessa percentuale di voti che aveva preso nel 2013. Anzi, ne ha presi di meno: nel 2013 il Pd prese il 25% dei voti.

Dicevamo che pare che il vento sia cambiato. Renzi è sempre più contestato, o meglio, le contestazioni a Renzi sono diventate assai più palesi. Anche gli italiani all’estero lo contestano. La fiducia nel premier sta scemando e l’ex sindaco di Firenze non ha più quell’appeal che aveva fino a qualche mese fa. E’ contestato dagli avversari e persino da una parte della sua stessa area politica. Sicuramente sta pagando il fatto di avere fatto tante promesse (con tanto di slides) e di avere detto anche delle cose corrette alle quali però non sono seguiti i fatti.

A questo punto ci sarebbe da chiedersi cosa stia combinando il centrodestra, che diviso è destinato a perdere. Invece, se si unisce il centrodestra vince. Riuscirà a ricompattarsi? Solo il tempo lo dirà. Di sicuro, l’astensionismo alle elezioni regionali in  Emilia Romagna e Calabria non è un buon segno per la politica.