Renzi: “Di Maio perfetto in un cinepanettone, peccato che è al governo”

Partito con Berlusconi? “Con lui ho cercato di fare le riforme costituzionali, ma Forza Italia non ha mai appoggiato il mio Governo”

Matteo Renzi, senatore Pd, nella sua tradizionale Enews, questa settimana scrive: “Avendomi visto su Canale5 alcuni giornali hanno scritto che io faro’ un nuovo partito con Berlusconi. Notizia falsa, certa gente non sta bene”, commenta l’ex premier.

“Con Berlusconi io ho cercato solo di fare le sacrosante riforme costituzionali. Ma il mio Governo non ha mai avuto l’appoggio di Forza Italia, mai. Forza Italia ha votato la fiducia a Monti, a Letta, persino a Gentiloni una volta. Mai a me, mai”, continua Renzi.

“In questa legislatura Berlusconi ha votato insieme a Di Maio i presidenti di Camera e Senato. Berlusconi ha appoggiato tutti, da Fico a Monti, tranne me: possiamo finirla con questa storia, adesso? E soprattutto: se tutti i media dicono che sono finito, morto e sepolto, perche’ ogni giorno preoccuparsi di cio’ che faro’ io?”.

Poi l’attacco al governo: “La Castelli e Di Maio sulla questione delle Card da stampare per il reddito di cittadinanza si sono comportati in modo imbarazzante. Pero’ bisogna ammettere che certe giustificazioni facevano ridere. Sembrava un film di Natale con una coppia comica collaudata. Fossero un cinepanettone sarebbero perfetti, peccato che sono al Governo”.

Per Renzi la vicenda che riguarda il padre di Di Maio “dovrebbe essere fuori dal dibattito politico”. “Ci sono due ragioni per le quali se ne parla. Perche’ i Cinque Stelle hanno creato un clima infame, con aggressioni personali. E oggi la famiglia Di Maio e’ vittima di questo sistema”. “Perche’ Luigi Di Maio deve spiegare per quale ragione ha accettato di fare il prestanome al padre. Conosco cio’ che sta passando la famiglia Di Maio e mi dispiace vedere le telecamere entrare nell’intimita’ di una famiglia. Per colpa di Luigi e dei suoi amici ci siamo passati anche noi: almeno Di Maio puo’ contare sulla solidarieta’ dei suoi colleghi Cinque Stelle. A me invece la solidarieta’ e’ arrivata dalla nostra gente, non dal gruppo dirigente del Pd che per la stragrande maggioranza e’ rimasto in silenzio, sia pubblicamente che privatamente. Ma non posso continuare ad accostare i due casi, altrimenti mio padre si arrabbia. Eh gia’: mio padre ha diffidato tutti, anche me, di non fare accostamenti sbagliati tra le due vicende”.