"Sono qui per parlare del rapporto di amicizia con l’Argentina", risponde seccamente Matteo Renzi ai cronisti alla ‘Bombonera’, che gli chiedono di commentare le critiche arrivate oggi dal Financial Times che parla di una fortuna che "si sta esaurendo" per il premier italiano. Ma lui tira dritto: "Stiamo rimettendo in moto il Paese, non ci fermeremo con le riforme: anche se c’e’ ancora molto da fare, l’Italia sta tornando".
Renzi insiste sulla strada delle riforme: "Andremo avanti nei prossimi due anni come abbiamo fatto nei due anni passati". Il premier punta a far sbarcare in Argentina, entro giugno, una maxi missione di sistema con oltre 300 imprese italiane per cogliere le grandi opportunità – dalle infrastrutture all’agroalimentare, dall’energia alle Pmi – per gli imprenditori tricolori.
"Venite a investire in questo paese che offre stabilità", ripete il primo ministro accanto all”amico’ Mauricio, con cui ricorda avere rapporti da quando, entrambi, erano solo sindaci. Macri lo guarda, annuisce, spiega che "entrambi condividono la passione del fare". E non lesina una battuta quando nella sala della conferenza stampa rimbomba una forte scossa dell’audio: "Sarà stato Hollande…", scherza ipotizzando un sabotaggio per il fatto che Renzi ha bruciato sul tempo, con la sua missione, il presidente francese atteso da queste parti a fine mese.
"Non so se esista un altro Paese con cui abbiamo così stretti legami", dice Renzi bollando, ancora una volta, come "assurdo e pazzesco" il fatto che da 18 anni nessun primo ministro italiano abbia rimesso piede a Baires. Pronto anche a lanciare l’invito – che Macri accoglie con entusiasmo – a venire in Italia. "Ci sono molte vie di collaborazione. Cosi’ come mio nonno e’ arrivato in questo paese che tanti anni fa gli ha aperto le porte ora vogliamo che l’Argentina torni ad aprire le porte agli italiani che vogliono aiutarci a crescere", promette il presidente rimarcando la sua ‘italianità’. Che non dimentica neanche nel pranzo offerto a Matteo: menu’ tra italianissima insalata caprese e piatti tutti argentini, come l’agnello della Patagonia e il dulce de leche.






























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