Renzi, ‘portare a termine riforme darà più forza all’Italia’

Italian Prime Minister Matteo Renzi spreaks during a joint press conference with Austrian Federal Chancellor on November 24, 2014 in Vienna. AFP PHOTO/ PATRICK DOMINGO

Matteo Renzi, parlando del Transatlantic trade and investment partnership (il Ttip, l’accordo di libero scambio tra Ue e Usa) nel corso di un incontro con il gruppo dei socialisti e democratici al Parlamento europeo a Strasburgo, ha voluto sottolineare che per l’Europa "il tempo delle rendita e’ finito". Senza il Ttip, l’accordo di partenariato per il commercio e gli investimenti tra Ue e Usa, "l’Europa rischia la marginalizzazione". "Non siamo piu’ al centro della cartina geografica, ma lo e’ il Pacifico", ha continuato il premier, e per queste ragioni l’accordo va "discusso nel merito" ma va concluso, “il mondo va avanti e noi non possiamo sempre rincorrere”.

Secondo il presidente del Consiglio l’abbandono della Ue da parte del Regno Unito "sarebbe una sciagura per tutti". Per Renzi la presenza britannica nell’Unione "e’ fondamentale e per questo faremo di tutto perchè rimanga in Europa".

"Le battaglie che abbiamo fatto fino ad oggi vedono finalmente qualche primo segnale", dal piano di investimenti dell’Ue ai "denari che verranno liberati dal fronte dei vincoli e dei limiti del Patto di stabilità". "Volevo dare un po’ di serenita’ ai deputati – ha raccontato il premier -. Mi hanno chiesto: non e’ che quando voi non sarete piu’ presidenti dell’Unione europea allora le battaglie fatte fino a oggi spariscono? Queste battaglie, che vedono oggi i primi segnali, continueranno. Dal primo gennaio non e’ che finiamo. L’Europa sempre piu’ vicina alla gente, questo e’ l’obiettivo".

Per Renzi “la mancanza di flessibilita’ e’ un nonsenso: senza flessibilita’ non c’e’ piu’ la politica e si entra nel regno della tecnocrazia". "Non abbiamo costruito l’ideale europeo per fare un algoritmo, per affidarlo a un computo ragioneristico. L’approccio tecnocratico per cui conta lo 0,01%, senza guardare alla sostanza dei problemi, non mette in difficolta’ solo l’Italia o la Francia, ma la Politica", ha insistito Renzi, osservando che in questo caso "gli elettori non solo non ci votano, ma fanno anche bene a non votarci". "Io – ha precisato il premier – non chiedo di cambiare le regole: la regola del deficit l’Italia la rispetta, siamo sotto il 3% del rapporto deficit/Pil", e per il Paese questo e’ importante "perché sappiamo che c’e’ un problema di credibilita’, di reputazione. Ed e’ vero anche che fino a quando non spenderemo bene i soldi europei, che poi sono i nostri soldi, non saremo credibili". Oggi, comunque, "qualcosa si sta muovendo" nella politica economica dell’Ue, ha sottolineato ancora Renzi, con un chiaro riferimento ai primi segnali di maggiore flessibilita’ da parte della Commissione Juncker nell’esame dei bilanci nazionali dei paesi membri e alla priorita’ data alla crescita con il piano europeo per gli investimenti che sara’ presentato domani. "Non appaia provocatorio citare Galielo Galieli, proprio nel giorno in cui viene qui il Papa, ma lasciatemi dire, come quel grande italiano, ‘eppur si muove’. Lo dico per quel che sta accadendo alla politica europea. A giugno scorso, al vertice Ue di Ypre’s, quando ho parlato di flessibilita’ e’ stato imbarazzante: mi guardavano tutti, ‘ha detto flessibilità, ha detto crescita’, ripetevano. Sembrava assurdo chiedere un cambiamento. Ma adesso e’ chiaro che qualcosa deve cambiare, perché l’Europa torni ad essere un luogo di ideali e di passione: ‘Eppur si muove’".

“Quando passeranno il jobs act, le prime misure della delega fiscale, la legge elettorale con l’approvazione al Senato in prima lettura, quando avremo prodotto questi sforzi sara’ molto piu’ facile" per l’Italia. A margine del suo incontro con gli eurodeputati S&D a Strasburgo Renzi ha spiegato che "nel momento in cui l’Italia avrà fatto il primo passaggio corposo di riforme – perché già le prime riforme sono partite – che arriva con l’approvazione del Jobs Act e dei primi decreti attuativi", con la delega fiscale e la legge elettorale, "che io mi auguro sia approvata il prima possibile al Senato in seconda lettura", questo "darà molta più forza" all’Italia. Per Renzi, "quando finalmente sarà chiaro che lo sforzo riformatore italiano produce risultati davvero rilevanti, sarà molto più facile anche utilizzare nella discussione europea le stesse parole che abbiamo utilizzato fino ad oggi, come investimenti, crescita e lotta a un’idea fissa di stabilità".