REGNO UNITO | Italiani senza visto detenuti come criminali, Ungaro (Iv): “Londra chiarisca”

Massimo Ungaro, deputato di Italia Viva: “E’ in corso di presentazione al Ministro degli Affari Esteri un’interrogazione parlamentare affinché si abbiano al più presto chiarimenti da Londra sulle circostanze di fermo dei nostri concittadini”

“Negli ultimi mesi nel Regno Unito almeno 30 cittadini europei, tra cui molti italiani, sono stati fermati e trattenuti in centri di detenzione e poi espulsi per aver tentato di entrare in Gran Bretagna per lavorare. I cittadini fermati hanno denunciato le condizioni di detenzione, che a causa del Covid si è addirittura protratta fino a 7 giorni in alcuni casi”. Lo dichiara in una nota l’On. Massimo Ungaro, Italia Viva.

“Una situazione del tutto impensabile fino a pochi mesi fa ma, ora resa possibile dalla sciagurata Brexit. Dal 1 Gennaio 2021 è possibile viaggiare nel Regno Unito senza visto solo per turismo mentre se si va per lavorare occorre un visto prima di partire”.

La reazione delle autorità britanniche secondo Ungaro “è stata del tutto sproporzionata come ha giustamente denunciato il Sottosegretario Ivan Scalfarotto, i cittadini italiani non possono essere trattati come criminali. Negli ultimi anni sono stati concessi al Regno Unito tempi supplementari per concludere gli accordi di recesso, ora è giusto accordare ai cittadini europei il tempo necessario e la giusta flessibilità per abituarsi alle nuove regole, anche se oggi per il Regno Unito sono cittadini di un paese terzo”.

“Per questo motivo – fa sapere il deputato – è in corso di presentazione al Ministro degli Affari Esteri un’interrogazione parlamentare affinché si abbiano al più presto chiarimenti da Londra sulle circostanze di fermo dei nostri concittadini e per lamentare una misura del tutto sproporzionata. Sarebbe inoltre opportuno organizzare delle campagne informative adeguate per assicurarsi che i nostri cittadini siano al corrente di tutte le nuove regole in tema di visti e accesso al Regno Unito – conclude – per evitare che un errore in buona fede possa diventare un vero e proprio incubo”.